“Diagnosi precoce e stili di vita salvano vite. Prevenire è un dovere di cura”
AgenPress. Prevenire per curare meglio. È questo il messaggio lanciato dal Dott. Domenico Scilipoti Isgrò, ginecologo, durante un’intervista a una radio locale del messinese: la prevenzione ginecologica e oncologica è oggi lo strumento più efficace per ridurre mortalità, diagnosi tardive e terapie invasive.
I dati che non possiamo ignorare
I tumori dell’apparato genitale femminile rappresentano circa il 20% di tutti i tumori nelle donne. I più comuni sono: Tumore della cervice uterina: nel 99% dei casi è causato da un’infezione persistente da HPV. È prevenibile fino al 90% con vaccino e screening. Tumore dell’endometrio: più frequente in post-menopausa. Il segnale da non sottovalutare sono i sanguinamenti anomali. Tumore dell’ovaio: spesso silenzioso all’inizio. Se diagnosticato precocemente, la sopravvivenza a 5 anni può arrivare al 90%. Tumori di vulva e vagina: meno frequenti ma in aumento, spesso legati a HPV e a infiammazioni croniche. La buona notizia? 7 tumori ginecologici su 10 possono essere prevenuti o scoperti in fase iniziale grazie a controlli regolari.

Prevenire a 3 livelli
Prevenzione primaria: evitare che la malattia nasca. Vaccino anti-HPV per ragazze e ragazzi a partire da 11-12 anni, educazione sessuale, smettere di fumare, alimentazione sana e movimento. Fumo e obesità sono tra i principali fattori di rischio.
Prevenzione secondaria: scoprire la malattia in tempo
Pap test + HPV test ogni 3-5 anni dai 25 ai 64 anni. Visita ginecologica + ecografia transvaginale una volta l’anno, soprattutto in menopausa. Autopalpazione e controllo del seno, perché salute ginecologica e salute del seno vanno di pari passo
Prevenzione terziaria: vivere meglio dopo la diagnosi
Follow-up, riabilitazione, supporto psicologico e attenzione alla qualità della vita.
Lo sguardo del medico: tecnologia, rete e persona
La ginecologia oncologica di oggi si basa su 3 pilastri: tecnologia, umanizzazione e lavoro di squadra.
Gli studi degli ultimi 20 anni, anche in ambito di psiconeuroendocrinoimmunologia, dimostrano che stress cronico, infiammazione e alterazioni del microbiota vaginale possono indebolire le difese locali. Prevenire significa quindi occuparsi non solo di esami, ma anche di stile di vita.
Fondamentale la collaborazione tra medici di famiglia, ginecologi, oncologi, ostetriche, psicologi e associazioni di pazienti. La cura deve essere multidisciplinare e tempestiva.
5 regole d’oro per ogni donna
Non rimandare. Una visita all’anno dura 20 minuti e può salvarti la vita, anche se stai bene. Vaccinati contro l’HPV. Protegge te e i tuoi partner. È possibile farlo a qualsiasi età. Ascolta il tuo corpo. Perdite anomale, sanguinamenti fuori ciclo o dopo la menopausa, dolori pelvici, gonfiore: parlane subito al ginecologo.
Rispondi agli inviti per gli screening. Sono gratuiti e vengono inviati dalle Regioni.
Parlane. Il silenzio e il tabù fanno più danni del tumore. Condividere è il primo passo per creare una cultura della prevenzione.
In conclusione
“La salute dell’apparato genitale femminile non è solo una questione medica. È una questione di dignità, informazione e rispetto per il proprio corpo”, sottolinea il Dott. Scilipoti Isgrò.
Investire in prevenzione significa meno cure aggressive, meno ospedalizzazioni, più anni di vita in salute e meno disuguaglianze.
L’appello
Alle istituzioni: rafforzare vaccini e screening. Ai professionisti: fare rete e parlare con chiarezza.
Alle donne: mettete la vostra salute al primo posto. Prevenire è un atto d’amore verso se stesse e verso chi ci vuole bene.
