Dall’idratazione del neonato alle uscite nelle giornate più afose, fino alla conservazione del latte materno: Anna Domenica Mignuoli, consigliera FNOPO, spiega come affrontare in sicurezza i primi mesi di vita durante l’estate
AgenPress. Le alte temperature mettono alla prova tutti, ma quando in famiglia è arrivato da poco un neonato le domande aumentano. Bisogna dare da bere al bambino anche se è allattato al seno? Come vestirlo? Quando è meglio uscire? E come conservare il latte materno se si è fuori casa? A fare chiarezza è Anna Domenica Mignuoli, consigliera della Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica (FNOPO), che ricorda come l’allattamento al seno rappresenti anche durante l’estate la scelta più sicura per garantire nutrimento e idratazione.
Il latte materno si adatta al caldo
“L’allattamento è la scelta più sicura, pratica e nutriente anche durante le ondate di calore estive, poiché il latte materno modifica spontaneamente la sua composizione biologica aumentando la percentuale di acqua per dissetare il neonato. È sempre alla temperatura giusta e non necessita di alcuna preparazione particolare. Le mamme possono offrire il seno ovunque si trovino, al mare, in montagna o durante un viaggio: è sempre pronto, senza l’ansia di termos o temperature da controllare. Il latte materno è già perfetto, esattamente come serve al bambino”. Secondo la consigliera FNOPO, il caldo può aumentare la stanchezza sia della madre sia del neonato, ma questo non modifica le raccomandazioni internazionali.
“Il latte materno è composto per circa l’85% da acqua. Per questo motivo nei primi sei mesi di vita non è necessario offrire acqua o altre bevande ai bambini allattati esclusivamente al seno”. Una raccomandazione che segue le indicazioni di Organizzazione mondiale della sanità e Unicef, che suggeriscono l’allattamento esclusivo fino al compimento del sesto mese. Anche successivamente, con l’introduzione degli alimenti complementari, il seno continua a rappresentare una risposta naturale al bisogno di idratazione. “La cosa più importante è lasciarsi guidare dal bambino e offrirgli il seno ogni volta che lo richiede. È il modo migliore per garantirgli una corretta idratazione”. Per la mamma, invece, sono consigliati un’alimentazione equilibrata, ricca di frutta e verdura di stagione, e la scelta di ambienti freschi e ventilati durante l’allattamento.
Come riconoscere i segnali di disidratazione
Durante l’estate è importante osservare con attenzione alcuni segnali che possono indicare una riduzione dell’idratazione. “Il primo campanello d’allarme si osserva durante il cambio del pannolino. Se il bambino bagna meno di sei pannolini nell’arco delle ventiquattro ore oppure le urine appaiono più concentrate, di colore giallo intenso e con un odore più marcato, è possibile che abbia bisogno di liquidi”. In questi casi, sottolinea Mignuoli, la prima risposta non è l’acqua, ma il seno. “La prima cosa da fare è attaccare subito il bambino al seno, perché il latte materno rappresenta la forma di idratazione più rapida, completa ed efficace”.
Pochi vestiti e niente teli sulla carrozzina
Per proteggere il neonato dal caldo è sufficiente un abbigliamento leggero. “Il surriscaldamento corporeo aumenta i rischi per la salute del neonato. È preferibile utilizzare indumenti essenziali, realizzati con tessuti naturali e traspiranti come cotone leggero, lino o seta biologica. Spesso un semplice body in cotone senza maniche è più che sufficiente”. Anche le passeggiate possono continuare durante l’estate, purché vengano rispettate alcune semplici regole. “È meglio uscire al mattino presto o nel tardo pomeriggio, evitando le ore più calde e l’esposizione diretta ai raggi solari”. Tra gli errori più frequenti c’è quello di coprire la carrozzina con un telo per creare ombra: “Non bisogna coprire la carrozzina con lenzuoli o teli, perché impediscono la circolazione dell’aria e fanno aumentare rapidamente la temperatura all’interno”. In automobile è importante raffrescare l’abitacolo prima di far salire il bambino e programmare soste frequenti, soprattutto durante i viaggi più lunghi. Chi utilizza la fascia portabebè dovrebbe invece scegliere modelli realizzati in cotone leggero.
Latte materno, come conservarlo fuori casa
Per le mamme che si spremono il latte, l’estate richiede qualche attenzione in più. “Il latte materno può essere conservato fino a quattro ore a temperatura ambiente, se questa non supera i 25 gradi, per tre-quattro giorni nella parte più fredda del frigorifero e fino a sei mesi nel freezer”. Fondamentale anche il rispetto delle norme igieniche. “Prima di spremere il latte è sempre necessario lavare accuratamente le mani. Tutti gli strumenti che entrano in contatto con il latte devono essere lavati con acqua calda e sapone, risciacquati con cura e lasciati asciugare completamente”.
L’ostetrica punto di riferimento per le neofamiglie
I primi mesi dopo la nascita rappresentano un periodo di grandi cambiamenti, che durante l’estate possono essere resi ancora più impegnativi dalle alte temperature. “In questa fase l’ostetrica è la professionista di riferimento per accompagnare la famiglia, offrendo competenze cliniche, sostegno e ascolto senza giudizio.”
Un supporto che può essere richiesto attraverso il consultorio familiare, il punto nascita o un’ostetrica di fiducia presente sul territorio. “L’ostetrica non si limita a verificare il corretto attaccamento al seno o la crescita del bambino, ma – conclude Mignuoli – si prende cura della salute complessiva della diade mamma-neonato e accompagna la coppia nella costruzione della nuova quotidianità, aiutandola ad affrontare con maggiore serenità anche le sfide dell’estate”.
