AgenPress. Si è tenuta a Roma l’8 luglio 2026 la nuova edizione de L’Italia che Abiteremo by Remind presso la Sala Biblioteca a Palazzo INAIL.
L’incontro, promosso da Remind (Associazione delle Buone Pratiche dei Settori Produttivi della Nazione), è stato un momento di riflessione dedicato al futuro delle città, delle periferie e dei territori, in un contesto di profonda trasformazione dei luoghi dove le persone vivono, operano e transitano.
Con il contributo di esperti, decision-maker e leader del settore, l’evento ha affrontato i temi dell’immobiliare, delle infrastrutture e della mobilità, con particolare attenzione alle sfide della sostenibilità ambientale, dell’innovazione tecnologica, della sicurezza integrata e della qualità della vita.
L’iniziativa ha visto l’illustre partecipazione di Buone Pratiche del Pubblico e del Privato insieme ad esponenti del Governo Meloni e del Parlamento Italiano ed Europeo; tra cui: Gianmaro Mazzi Ministro del Turismo; Edoardo Rixi Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti; Marco Osnato Presidente Commissione Finanze della Camera; Irene Tinagli Presidente Commissione Speciale sulla Crisi degli Alloggi nell’Unione Europea del PE; Erica Mazzetti Presidente I.P. Progetto Italia – LL.PP, Infrastrutture e Rigenerazione; Renato Loiero Consigliere del Presidente del Consiglio; Paolo Grasso Capo di Gabinetto del Vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini; Marco Rago Consigliere del Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani; Luigi Ferrara Capo Dipartimento Casa Italia; Guido Castelli Commissario Straordinario per la Ricostruzione Sisma 2016; Andrea Dongarrà Componente Segreteria Tecnico-Amministrativa Programma Periferie PCM e Consigliere Remind per la Rigenerazione Urbana.
L’Italia che abiteremo non può prescindere dalla valorizzazione del patrimonio immobiliare esistente e dalla fiducia di milioni di proprietari che, con le loro case, rappresentano una risorsa essenziale per rispondere alla crescente domanda abitativa.
L’approvazione del Piano Casa costituisce un primo passo importante. Perché possa produrre risultati concreti, tuttavia, occorre accompagnarlo con interventi che favoriscano realmente l’ampliamento dell’offerta di abitazioni. Non basta costruire nuovi alloggi: è necessario creare le condizioni affinché una parte significativa del patrimonio oggi inutilizzato o sottratto al mercato possa tornare disponibile.
La leva principale è il rafforzamento della fiducia. Un proprietario che abbia la ragionevole certezza di poter rientrare in possesso del proprio immobile in tempi prevedibili sarà molto più incline a concederlo in locazione. Per questo confidiamo che il Parlamento possa approvare presto – con le modifiche che si renderanno necessarie per migliorarne l’efficacia – l’esame del disegno di legge del Governo in materia di rilascio degli immobili, così da rendere più efficiente la fase esecutiva degli sfratti senza comprimere le garanzie degli inquilini.
Accanto alla certezza del diritto, servono politiche fiscali coerenti. È opportuno incentivare le locazioni, ad esempio attraverso l’azzeramento dell’IMU sugli immobili concessi a canone concordato, e rifinanziare i fondi destinati agli inquilini in difficoltà, così da prevenire situazioni di morosità e ridurre il disagio abitativo.
La rigenerazione urbana, l’efficientamento energetico e la qualità delle infrastrutture sono obiettivi condivisibili e strategici. Ma il loro successo dipende anche dalla capacità di coinvolgere positivamente la proprietà diffusa, che costituisce una delle peculiarità del nostro Paese e uno dei principali punti di forza del sistema abitativo italiano.
La casa non è soltanto un bene patrimoniale: è sicurezza, risparmio, investimento e coesione sociale. Per questo le politiche dell’abitare devono superare una visione che contrapponga proprietari e inquilini. La vera sfida è creare un quadro normativo e fiscale equilibrato, capace di tutelare entrambi e di favorire un mercato delle locazioni più ampio, più dinamico e più accessibile.
Solo così il Piano Casa potrà trasformarsi da importante iniziativa legislativa a concreta occasione di sviluppo economico, rigenerazione urbana e crescita del benessere delle comunità. ha dichiarato Giorgio Spaziani Testa Presidente Confedilizia
«Le profonde evoluzioni che stanno ridefinendo l’abitare e la qualità della vita, insieme all’avvio del Piano Casa come convertito in Parlamento, impongono una visione strategica condivisa e una collaborazione sempre più stretta tra Istituzioni e Imprese. Con questo incontro Remind intende promuovere un confronto concreto sulle grandi sfide dell’abitare, della mobilità, della rigenerazione urbana, della sostenibilità e della valorizzazione del patrimonio pubblico e privato, favorendo la condivisione di esperienze, competenze e progettualità orientate a soluzioni innovative e concretamente realizzabili. Oggi più che mai è necessario mettere a fattor comune buone pratiche creando un patrimonio condiviso di conoscenze che possa supportare le amministrazioni pubbliche e gli operatori nella definizione di interventi efficaci, replicabili e sostenibili. Solo rafforzando il dialogo tra Pubblico e Privato sarà possibile definire e attuare politiche industriali immobiliari e infrastrutturali per territori e città più resilienti, sicure e orientate al benessere dei cittadini dove vivono, operano e transitano. È questa la missione che Remind con i propri Partner porta avanti: trasformare le buone pratiche in azioni concrete capaci di sostenere sempre di più la crescita del Sistema Paese. Costruiamo insieme l’Italia che abiteremo!» ha dichiarato Paolo Crisafi, Cavaliere di Gran Croce Presidente di Remind.

“L’iniziativa di oggi accende i riflettori su tematiche che il Ministero del Turismo segue con attenzione: territori, infrastrutture, mobilità, sostenibilità, innovazione tecnologica e sicurezza. Autenticità e genuinità devono essere valori ispiratori per costruire insieme un’Italia più connessa, innovativa e sostenibile. Ed è proprio a quest’Italia del futuro che stiamo lavorando. Nel nome ‘Remind’ troviamo una chiave di lettura fondamentale: ricordare, tenere viva l’esperienza, custodire il sapere accumulato nel tempo. Un elemento peculiare per il turismo esperienziale, che in Italia significa cultura, paesaggio ed enogastronomia. Il turista cerca l’esperienza che vivono gli attanti dei territori, quindi vuole venire in Italia per vivere come vive un italiano. Da questo punto di vista, i borghi hanno un grandissimo potere, e noi – come Ministero e come Governo – siamo molto impegnati sul fronte della valorizzazione di borghi, radici e aree interne, pure in risposta a overtourism e in ottica di destagionalizzazione. La mia suggestione di spostare nei borghi certe attività, come camminate e mezze maratone, ovviamente non i grandi eventi sportivi, va proprio in questa direzione. Continueremo a investire molto sui cammini spirituali. Per esempio, a fine mese, presenteremo il Cammino di Francesco, che prima erano fatto di tronconi separati. Un cammino, lungo quasi 1.000 km, che arriva ad Assisi, partendo da Firenze, da Rimini, da Ascoli Piceno e da Roma. Lavoreremo molto anche su un altro cammino, che lanceremo insieme alla Polonia, dedicato a Giovanni Paolo II. Sono cammini, per altro, che sia Francesco che Giovanni Paolo II hanno davvero percorso, su cui hanno lasciato la loro impronta. Tutti i cammini italiani sono più di 33mila km, non so quante vite ci vorrebbero per percorrerli tutti, ma è qui che bisogna lavorare anche in risposta al Cammino di Santiago. Investimenti del Ministero per i piccoli Comuni a vocazione turistica, per le isole minori, per il turismo all’aria aperta e per la sostenibilità puntano alla crescita e alla valorizzazione di territori e destinazioni per un Sistema Italia capace di garantire una qualità sempre maggiore per turisti, cittadini e ambiente. Concludo auspicando che l’Italia che abiteremo possa essere un’Italia che guardi oltre le grandi città, che guardi alle zone meno note che gravitano intorno alle destinazioni più grandi, quei piccoli centri che raccontano l’anima più profonda del nostro Paese e di noi italiani. È lì che dobbiamo portare le persone”. ha dichiarato Gianmarco Mazzi, Ministro del Turismo.
