Alemanno (FN): “La grazia alla Minetti uno scandalo incomprensibile. Il governo non ha fatto nulla per le carceri, Nordio non si rende conto della situazione”

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AgenPress. “Con questo caldo nelle celle non c’è nessuna protezione, c’è qualche ventilatore rotto e la temperatura al massimo: a Rebibbia si starà soffrendo parecchio, sarà un forno. Non voglio dare una visione idilliaca o buonista delle carceri, è chiaro che ci sono persone diverse, alcune negative che continuano a delinquere con lo spaccio della droga, ma ci sono anche molte persone che se avessero l’opportunità vorrebbero fare una strada diversa.

Il problema è che questo carcere con il sovraffollamento e con le grandi difficoltà del dipartimento di amministrazione penitenziaria fa esattamente il contrario: dà mano libera a chi vuole delinquere e crea problemi a chi vorrebbe avere un’opportunità di lavoro o di formazione. È un carcere antimeritocratico, che schiaccia verso il basso, ed è un problema serio essendo circa 65 mila detenuti. Questo governo fino ad ora non ha fatto nulla, non ha costruito nessuna cella e non ha creato opportunità. Tutto quello che deve aiutare la rieducazione dei carcerati è bloccato, vietato, respinto in maniera ottusa.

La grazia a Nicole Minetti è stata uno scandalo incomprensibile, è una macchia nel comportamento del Quirinale. Davanti a una cosa di questo genere non ci può non essere uno scambio politico o clientelare di qualche tipo, non ne so la natura ma non si spiega. Le grazie vengono fatte tramite un filtro molto intenso e sostanzialmente qualcosa tra Ministero della Giustizia e Quirinale sarà successo”. Queste le parole di Gianni Alemanno, ex sindaco di Roma e membro di Futuro Nazionale, su Radio Cusano, nel corso del programma “Battitori Liberi”, condotto da Gianluca Fabi e Savino Balzano.

“Il fatto che i carcerati siano di destra è una constatazione, buona parte dei detenuti tifano per Meloni o per Vannacci. Questo secondo me perché molti di loro vengono dalle borgate romane, dove c’è un codice comportamentale basato su valori tradizionali. Se in carcere viene uno che ha violentato una donna o picchiato un minore deve essere messo in isolamento per non essere linciato dagli altri detenuti. Prevale una rozza etica tradizionale che dentro le borgate romane e in queste realtà è presente.

Quando sono arrivato ho trovato tutte le borgate che mi hanno fatto diventare sindaco: San Basilio, Tor Bella Monaca, tutte realtà di popolo, dove c’è anche più facilità a sbagliare perché hanno problemi sociali pesanti, ma questa è la situazione di Roma”, ha proseguito l’ex sindaco. “Non mancano però i colletti bianchi.

Ho trovato in carcere anche l’ex AD di Autostrade per l’Italia Castellucci, lì perché un autobus era caduto dal viadotto, come se fosse colpa sua. Oggi in carcere ci può finire chiunque, non è solo un fatto di realtà emarginate. Oggi con questa magistratura chiunque può finire in carcere per i motivi più disparati. Lo vediamo anche con la carcerazione preventiva, molti di questi vengono poi assolti; ma quelli si fanno la stessa identica galera che stiamo denunciando anche per i condannati definitivi. Intervenire sulle carceri è un fatto di civiltà e di buon senso, avere delle carceri che funzionano significa ridurre la recidiva, avere meno reati e non fare delle carceri una specie di università del crimine”.

“La detenzione è stata introdotta al posto delle pene corporali, quando uno è privato della libertà non credo debba subire altre torture. Io stesso ho avuto lo sconto pena perché in base alle norme europee la mia detenzione era inumana e degradante per il sovraffollamento. Se la stessa magistratura riconosce questo, allora c’è un problema che non viene risolto. Da quando questo governo ha fatto il piano carceri non è stato fatto un posto in più, non sono state fatte nuove carceri, siamo fermi al piano Alfano di vent’anni fa che non è ancora stato attuato.

Serve un intervento per aumentare lo sconto pena per chi ha buona condotta, farlo ridurrebbe la pressione dal punto di vista carcerario. Ma soprattutto ci vuole un carcere che aiuti chi si vuole riabilitare e che colpisca pesantemente chi spaccia o commette altri reati”, ha concluso Alemanno. “Io non ho voluto chiedere la grazia sia perché sono innocente e chiederla sembrava un’ammissione di colpevolezza, sia perché non volevo fare la figura del politico che ha i soliti benefici. Avevamo chiesto, però, la grazia per una persona di 88 anni, che è stata data in modo parziale, ma questa persona è rimasta in carcere per altri tre mesi perché il magistrato di sorveglianza non aveva ricevuto la notifica della grazia da parte del Presidente della Repubblica. Gli ottantenni che non dovrebbero stare in carcere non riescono a uscire neanche con la grazia.

Sembra di essere in un nosocomio, gente in carrozzella, con le stampelle, con il catetere attaccato, non si capisce veramente il senso di tutto questo. Tra l’altro questa persona è andata ai domiciliari, non in libertà: che senso ha tenere gente al di sopra degli 80 anni in carcere? Io ho chiesto e insisterò per avere un incontro con il ministro Nordio, perché secondo me non si rende conto della situazione delle carceri italiane. Non è carcere duro, è un carcere folle. È il regno della follia”.

 

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