AgenPress. Dopo il primo segno meno della sua storia, le quotazioni di Ruoteclassiche tornano, se pur di poco, in territorio positivo. Tra la fine dell’estate 2025 e l’inizio dell’autunno 2026 le quotazioni delle auto da collezione sono salite in media dello 0,3%, contro il calo dell’1,09% registrato un anno fa. È quanto emerge dalla Guida al Mercato 2026 di Ruoteclassiche, realizzata per il decimo anno consecutivo dalla redazione di Editoriale Domus con la banca dati di Quattroruote Professional e con il supporto del Comitato Prezzi, un pool di oltre 30 massimi esperti e collezionisti.
Un osservatorio privilegiato per interpretare le tendenze del mercato emerse negli ultimi dodici mesi, che fornisce una chiave di lettura utile a comprendere le fluttuazioni dei prezzi e ad avere un quadro accurato di un mondo in costante evoluzione. L’indagine sulle variazioni dei prezzi dei listini consente infatti di valutare sulla base di una poderosa base statistica lo stato di salute del mondo delle auto da collezione: una fotografia reale del mercato, che parte da un sistema di calcolo algoritmico basato su più di 100 parametri interconnessi tra loro.
L’analisi 2026 ha messo a confronto 7.593 modelli (o versioni) prodotti tra il 1918 e il 2011. Per 2.272 di essi, il 30% del listino (l’anno scorso era il 35%), la quotazione è cambiata: la variazione media di questi modelli è stata del +1,01% mentre la media di incremento dei modelli che hanno cambiato la quotazione di riferimento è stata di +0,3%.
Il quadro, spiega Ruoteclassiche, è però tutt’altro che uniforme. Le auto con più di mezzo secolo di vita continuano a scendere: Post Vintage (1931-1945) -13,7%, Vintage (1919-1930) -13%, Dopoguerra -8,6%, Anni 60 -6% (medie riferite ai modelli variati).
A tirare il mercato sono le auto più recenti: Anni 80 +15,5%, Anni 90 +14%, Instant Classic (2000-2011) +11,2%. Alla base c’è il ricambio generazionale dei collezionisti, che apprezzano le vetture della propria infanzia o giovinezza, più semplici da usare nel traffico di oggi e meno onerose da riparare e restaurare delle storiche più datate.
Le più importanti aste mondiali però incoronano come regine incontrastate le hypercar moderne, persino seminuove, con pochi chilometri all’attivo. Un fenomeno che sottolinea come queste sportive siano viste come puro investimento, da non usare, bensì da custodire come opere d’arte in un caveau. Sul tema, le quotazioni di Ruoteclassiche confermano che la McLaren F1 ha guadagnato 4.814.800 euro in dodici mesi (+48%), sfiorando i 15 milioni, è il maggior apprezzamento in valore assoluto. La Ferrari F50 ha quasi raddoppiato il proprio valore (+98%, a 5.926.000 euro).
In generale la distanza tra vetture conservate e restaurate si accentua – spiega la Guida di Ruoteclassiche – a favore delle prime, con un premio di valore crescente per gli esemplari in condizioni eccellenti e con prima vernice.
A commentare lo scenario è il direttore di Ruoteclassiche Gian Luca Pellegrini: “Il ritorno in positivo è un segnale incoraggiante, ma la media racconta poco di un mercato che sta diventando selettivo: non basta più possedere il modello giusto, conta come quell’auto è arrivata fino a noi. Gli esemplari originali ben conservati e con una storia documentata guadagnano valore perché sono sempre più rari. A questo si somma il ricambio generazionale: i collezionisti più giovani cercano i modelli della propria giovinezza, e le storiche più anziane perdono familiarità e con essa desiderabilità. La polarizzazione nasce dall’incrocio di questi due movimenti”
