Battesimo. Sen. Scilipoti Isgrò: “L’Italia ha bisogno di uomini nuovi, non solo di nuove leggi”

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AgenPress. Il 4 ottobre mattina, su invito del Pastore Pietro Cristofalo, ho avuto il piacere di partecipare al rito del Battesimo celebrato presso la Chiesa Evangelica di Taranto.
È stato un momento di fede viva e profonda commozione che sento il dovere di testimoniare pubblicamente, perché quanto ho visto oggi in quella comunità non riguarda soltanto la dimensione religiosa, ma interpella direttamente la coscienza civile e politica del nostro Paese.

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Battesimo effettuato a Taranto il 4 Ottobre 2026

Ho visto uomini, donne e giovani scegliere liberamente di nascere di nuovo.
“Amen, amen dico tibi, nisi quis renatus fuerit denuo, non potest videre regnum Dei” – In verità, in verità ti dico, se uno non nasce di nuovo, non può vedere il Regno di Dio (Gv 3,3). E ancora: “Nisi quis renatus fuerit ex aqua et Spiritu Sancto, non potest introire in regnum Dei” (Gv 3,5).

Sono le parole che Gesù rivolge a Nicodemo, uomo colto e potente del Sinedrio. Nicodemo aveva tutto secondo la logica del mondo, ma cercava una verità più grande. È la stessa condizione della politica italiana oggi: ha strumenti, ma ha smarrito il senso.
L’Italia non ha bisogno soltanto di riforme tecniche o di manovre economiche. Ha bisogno di una rigenerazione. In greco, Anothen significa al tempo stesso “di nuovo” e “dall’alto”. Non è un maquillage, è una rinascita interiore. Come ricorda San Paolo: “Vetus homo noster simul crucifixus est” – Il nostro uomo vecchio è stato crocifisso con Lui (Rm 6,6).

Desidero ringraziare con fraterno affetto il Pastore Pietro Cristofalo per l’accoglienza e per la sua guida spirituale. Nella sua comunità ho trovato una fede gioiosa, autentica, non formale, che rappresenta un esempio per l’intera società.

Cosa dice alla politica il Battesimo a cui ho assistito? Tre verità fondamentali per il contesto socio-politico italiano:

1. La vita è un dono, non un’autocostruzione. In un’epoca che esalta il mito del self-made man assoluto, il Battesimo ci ricorda che siamo figli, non artefici di noi stessi. Apparteniamo a una storia, a una comunità, a un popolo. È la risposta più forte alla solitudine e all’individualismo che stanno desertificando spiritualmente e demograficamente l’Italia.

2. Serve un uomo nuovo per una politica nuova. Il vecchio uomo politico vive di rancore, di potere fine a sé stesso, di parola urlata e violenta. L’uomo che rinasce dall’acqua e dallo Spirito vive di Beatitudini: giustizia, pace, misericordia e servizio. Senza questa rinascita morale, nessuna riforma economica potrà reggere.

3. Un popolo che non genera e non rigenera più è destinato a morire. Vedere giovani che testimoniano pubblicamente la propria fede è un segno di speranza contro l’inverno demografico. Un popolo che torna a battezzare i propri figli è un popolo che torna a credere nel futuro. Difendere la natalità, la famiglia naturale e l’identità cristiana dell’Italia non è nostalgia, è la più alta politica per il domani.

L’esperienza ecumenica vissuta giorno 4 ottobre a Taranto mi ricorda, infine, che il Battesimo è il fondamento dell’unità di tutti i cristiani: “Unus Dominus, una fides, unum baptisma” – Un solo Signore, una sola fede, un solo Battesimo (Ef 4,5).

Come affermava Giovanni Paolo II, l’Italia con il suo Battesimo ha dato un’impronta cristiana alla civiltà europea. Oggi quell’impronta va riscoperta e custodita.
Senza rinascere dall’alto, resteremo prigionieri del vecchio. L’Italia deve rinascere. E per rinascere, deve ricordare il suo Battesimo.

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