Morte David Rossi: Gianluca Vinci (Commissione Parlamentare): “Speriamo di arrivare a elementi che impongano la riapertura del caso”

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AgenPress. “Oltre quello che noi vediamo, c’è un uomo nel vicolo che vede una persona moribonda, che sta al telefono, etichettato come passante o turista, e sul quale non è mai stata sollevata una questione precisa”.

Lo ha dichiarato questa sera a Filorosso, il programma condotto da Antonino Monteleone in onda su Rai 3 e RaiPlay, il presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sulla morte di David Rossi, Gianluca Vinci.

Secondo Vinci, uno degli elementi più rilevanti emersi dal lavoro della Commissione riguarda proprio la presenza di questa figura ripresa dalle telecamere. “La prima ombra compare dopo 4 minuti, il tempo necessario per scendere dall’ufficio di Rossi. Più da preoccuparsi, c’è da capire che quell’uomo c’entra. Quando compare David era ancora vivo. Lui lo guarda per capire se era ancora vivo”.

Il presidente della Commissione ha poi richiamato le conclusioni raggiunte sugli esami delle lesioni riportate da David Rossi: “Già in precedenza c’erano stati dei periti che avevano detto che quella ferita sul naso non era compatibile. David Rossi entra in banca poche ore prima perfettamente sano. Quello che ha fatto la nostra Commissione è stato identificare con certezza dove sono stati procurati quei segni, dal labbro alla fronte, e anche uno zigomo tumefatto, e questo corrisponde a un’azione di forza”. Vinci ha sottolineato come il lavoro dell’organismo parlamentare stia seguendo una pista investigativa più ampia: “Stiamo facendo un ragionamento più ampio. Vogliamo trovare sia il mandante che gli esecutori”. Infine, ha espresso l’auspicio che gli approfondimenti condotti possano avere conseguenze giudiziarie: “Spero come Commissione di arrivare con del materiale che imponga una riapertura”.

Nel corso della trasmissione è intervenuta anche la vedova di David Rossi, Antonella Tognazzi, che ha ribadito i dubbi maturati nel corso degli anni sulla ricostruzione della vicenda: “Tutti hanno provato a farmi credere del gesto volontario. Io non sono mai andata a vedere immagini o altro, ci sono periti, medici legali, avvocati e altri che da subito hanno evidenziato questi segni sul corpo, che analizzandoli non erano segni compatibili con quanto ci stavano descrivendo”. Tognazzi ha quindi sottolineato come le valutazioni tecniche emerse nel tempo abbiano contribuito a mettere in discussione la versione sostenuta nelle prime fasi delle

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