Sentenza Rider. Paolo Capone, Leader UGL: “Necessario contratto collettivo specifico per tutelare nuove forme di occupazione”

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Agenpress. “Le innovazioni, anche nel mondo del lavoro, devono tenere sempre conto della dignità dei lavoratori. Il modo migliore per affrontare i cambiamenti è quello di accompagnare con coraggio le trasformazioni che riguardano il mondo del lavoro, riconoscendo l’alto valore sociale di tutte le occupazioni. Tuttavia, sarebbe un errore lasciare al giudice la decisione circa il carattere subordinato o meno del rapporto di lavoro”.

Lo ha dichiarato in una nota Paolo Capone, Segretario Generale dell’UGL, commentando la sentenza della Corte di Cassazione che ha riconosciuto i rider come lavoratori subordinati. Secondo Capone “la soluzione non è neanche nel decreto legge 101 che guarda soltanto ad una parte della questione. Piuttosto andrebbe ripreso il percorso avviato a suo tempo e che avrebbe dovuto portare alla definizione di un contratto collettivo specifico per i rider e per tutti i lavori il cui committente si interfaccia con una piattaforma digitale.”

Per Capone “non è praticabile, un semplice adeguamento del contratto della logistica. Resta soprattutto in piedi tutta la materia della salute e sicurezza che il decreto 101 pone in capo alle aziende utilizzatrici e non alle piattaforme. Viceversa quest’ultime dovrebbero assicurare la formazione generale, mentre le aziende utilizzatrici dovrebbero assicurare le tutele specifiche rispetto alla mansione svolta.”