AgenPress. La gestione di competenza 2024 dell’Inail si conclude con un avanzo finanziario di 2.678 milioni di euro (3.069 milioni nel 2023), dato dalla differenza tra entrate accertate, pari a 13.001 milioni di euro (12.440 milioni nel 2023), e spese impegnate, pari a 10.323 milioni di euro (9.371 milioni nel 2023).
È quanto emerge dalla relazione sulla gestione 2024 dell’Inail, approvata, con Delibera n. 60/2026 della Sezione controllo enti della Corte dei conti, da cui si rileva, a consuntivo, una tendenza alla crescita delle entrate contributive (9.798,4 milioni), sia rispetto alle previsioni dello stesso anno (9.518 milioni), sia rispetto ai dati finali del 2023 (9.386,7 milioni).
Il numero delle aziende ispezionate (7.735) registra un decremento dell’11,49% sul 2023 (8.739), mentre il rapporto, esiguo, con quelle in portafoglio passa dallo 0,27% allo 0,24%.
Nel 2024, l’Istituto ha stanziato Incentivi di sostegno alle imprese (ISI), ripartiti a livello regionale, sulla base del numero dei lavoratori e dell’indice di gravità degli infortuni in ciascun territorio.
La liquidazione del finanziamento, a fondo perduto, è subordinata alla verifica della realizzazione di un progetto – cui è assegnato il termine di un anno, prorogabile per ulteriori sei mesi – per il miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza sul lavoro o per la sperimentazione di soluzioni innovative e strumenti di tipo amministrativo e organizzativo, nell’ottica della responsabilità sociale.
Tra il 2019 e il 2024, a fronte di somme pari a 1.991,7 milioni di euro impegnate allo scopo, è stato liquidato l’importo di 270,7 milioni (13,59%), da cui emerge un’evidente complessità nel procedimento di impiego delle risorse, pur ingenti.
Particolare attenzione è stata inoltre dedicata, nell’analisi della magistratura contabile, ai residui attivi legati ai trasferimenti ministeriali a copertura del deficit della gestione in agricoltura dal 2000 al 2005.
Il Ministero del Lavoro, interpellato sul punto dalla Corte quale Dicastero vigilante, ha comunicato l’accertamento – tramite interlocuzioni con l’Ufficio Centrale di Bilancio – dell’inesistenza di ulteriori poste finanziarie sul conto del patrimonio per l’estinzione del debito, pari a 2,08 miliardi di euro.
In merito alla possibilità per l’Istituto di avviare la cancellazione, dalle proprie scritture contabili, di tali residui attivi, la richiesta di parere rivolta al Mef, co-vigilante, ad opera del Ministero del Lavoro, è ad oggi priva di riscontro.
