AgenPress. Quello di Vannacci è il partito della folla. Da Marco Rizzo a Gianni Alemanno, il sovranismo all’italiana raccoglie storie lontanissime tra loro. A questa offerta i moderati hanno una risposta diversa’.
Cosi su Il Riformista Saverio Romano coordinatore politico di Noi Moderati.
“C’è un filo che tiene insieme Marco Rizzo e Gianni Alemanno, e dovrebbe far riflettere. Uno arriva dal comunismo, l’altro dalla destra che fu di Almirante. In mezzo si muovono figure come Laura Ravetto e Domenico Furgiuele, parlamentari distanti per cultura e per tradizione. Nulla, nella loro biografia, lascerebbe immaginare un destino comune. Eppure oggi convergono dentro lo stesso recinto, perché ciò che li unisce non è un’idea dell’Italia ma un avversario condiviso.
A questa aggregazione conviene dare il suo nome. Non è il partito del popolo, è il partito della folla. La differenza non è di parole. Il popolo è una comunità che ha una storia e che si organizza attorno alle famiglie e ai corpi intermedi, alle imprese e alle comunità di territorio. La folla no. La folla ha la piazza e un capo che ne interpreta l’umore del giorno. Vive di adesione emotiva e di un nemico da additare. Il nemico, in questo caso, è quello che viene chiamato il partito dell’élite radical chic, contro cui la folla si definisce. Ma chi si definisce soltanto per opposizione finisce per assomigliare a ciò che combatte, e diventa l’altra metà dello stesso teatro. L’alternativa è il popolarismo europeo.
Noi Moderati è il partito del popolo in senso proprio: un centrodestra liberale e riformatore, ancorato al Partito Popolare Europeo, all’economia sociale di mercato e al rispetto delle istituzioni’.
