AgenPress. L’europarlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra (Avs), Ilaria Salis, è stata condannata dal Tribunale del Lavoro di Milano a risarcire complessivamente oltre 300mila euro a due ex collaboratori parlamentari, dopo che il giudice ha ritenuto illegittima la cessazione anticipata dei loro contratti di lavoro.
Secondo quanto emerso dalla sentenza, i due collaboratori erano stati assunti con contratti destinati a durare per l’intera legislatura europea. Nel corso del 2025, tuttavia, Salis avrebbe comunicato il recesso anticipato del rapporto di lavoro senza che sussistesse una giusta causa o un giustificato motivo, determinando così l’avvio dell’azione legale.
Il Tribunale ha accolto le richieste degli ex collaboratori, stabilendo un risarcimento pari a circa 300.900 euro, somma calcolata sulla base dei mancati guadagni che i due avrebbero percepito fino alla naturale scadenza dei rispettivi contratti, oltre alle spese legali quantificate in circa 10mila euro.
Un elemento che ha inciso sull’esito del procedimento riguarda anche la contumacia dell’eurodeputata durante il giudizio. Secondo le ricostruzioni riportate dalla stampa, la mancata costituzione in giudizio sarebbe stata collegata a problemi relativi alla notifica degli atti, legati all’assenza di una residenza formalmente individuabile.
La vicenda apre ora un nuovo fronte giudiziario per l’europarlamentare, già al centro dell’attenzione mediatica per le note vicende giudiziarie che la riguardano in Ungheria. Sul piano civile, la sentenza del Tribunale del Lavoro rappresenta una decisione di primo grado che accerta l’illegittimità del licenziamento dei due collaboratori e dispone il relativo risarcimento economico. Eventuali impugnazioni potranno essere presentate secondo i termini previsti dalla legge.
