Guerriglia No Tav, in centinaia assaltano i cantieri

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Tensione in Val di Susa durante le proteste contro il cantiere della Torino-Lione. Scontri tra manifestanti e forze dell’ordine, con il lancio di bombe carta, pietre e lacrimogeni. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha contattato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi per seguire gli sviluppi. La premier Giorgia Meloni: “La violenza non piegherà lo Stato”


AgenPress. È tornata alta la tensione in Val di Susa, dove centinaia di attivisti del movimento No Tav hanno preso parte a una manifestazione culminata in violenti scontri nei pressi dei cantieri dell’alta velocità Torino-Lione. Secondo le prime ricostruzioni, gruppi di manifestanti hanno tentato di raggiungere le aree di lavoro, dando vita a un assalto respinto dalle forze dell’ordine schierate a protezione del sito.

Durante i disordini sono stati lanciati bombe carta, pietre e altri oggetti contro gli agenti, che hanno risposto con lacrimogeni per disperdere la folla e contenere l’avanzata dei manifestanti. Il bilancio dei tafferugli è in fase di aggiornamento, mentre le autorità stanno verificando l’eventuale presenza di feriti e danni.

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha condannato con fermezza gli episodi di violenza, parlando di una strategia volta ad alimentare lo scontro. «C’è chi vuole un’escalation della tensione», ha dichiarato, ribadendo il sostegno alle forze dell’ordine impegnate nella tutela del cantiere e dell’ordine pubblico.

Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha telefonato al ministro Piantedosi per essere informato sull’evoluzione della situazione ed esprimere vicinanza agli operatori impegnati nella gestione dell’emergenza.

Netta anche la posizione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. «La violenza non piegherà lo Stato», ha affermato in una nota, sottolineando che le istituzioni continueranno a garantire la sicurezza dei cittadini e la realizzazione delle opere pubbliche previste, nel rispetto della legalità.

Il movimento No Tav continua a contestare la realizzazione della linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione, ritenuta dagli attivisti un’opera costosa e con un forte impatto ambientale. Le istituzioni, al contrario, considerano il progetto strategico per lo sviluppo delle infrastrutture e dei collegamenti europei.

Le indagini sono ora affidate alle forze di polizia, che analizzeranno immagini e filmati della manifestazione per individuare gli eventuali responsabili degli episodi di violenza. Nel frattempo, il dispositivo di sicurezza nell’area del cantiere resta rafforzato per prevenire ulteriori tensioni.

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