GdF: SIAF, “Basta processi mediatici sulla Scuola Ispettori, si attendano gli accertamenti”

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AgenPress. “La tragica scomparsa dell’Allieva Ispettore Aurora Valenti impone rispetto, prudenza e fiducia nelle Istituzioni chiamate ad accertare i fatti. Non possiamo accettare che, prima ancora della conclusione delle indagini, si celebrino processi mediatici che finiscono per colpire indiscriminatamente un’intera istituzione e il personale che vi presta servizio”.

Lo afferma il Segretario generale del SIAF, Eliseo Taverna.

“Negli ultimi giorni – prosegue – abbiamo assistito ad accuse gravissime, alla diffusione di ricostruzioni non ancora accertate e a definizioni fortemente denigratorie nei confronti della Scuola Ispettori della Guardia di Finanza. Eventuali episodi di mobbing, discriminazione, razzismo o altre condotte illecite, se denunciati, devono essere verificati con il massimo rigore dall’Autorità giudiziaria, ma non possono essere dati per accertati prima della conclusione delle indagini”.

“Lo Stato di diritto si fonda sulla presunzione di innocenza e sul giusto processo. Per questo è necessario distinguere eventuali responsabilità individuali da giudizi generalizzati che finiscono per gettare discredito su centinaia di finanzieri che ogni giorno operano con professionalità e senso dello Stato”, aggiunge.

Taverna riferisce inoltre che “il SIAF sta ricevendo numerose richieste di chiarimento da parte dei familiari degli allievi, comprensibilmente preoccupati dal clima di allarme generato da notizie e commenti spesso privi del necessario equilibrio”.

“Chiediamo che venga fatta piena luce su ogni eventuale comportamento contrario alla legge, ai regolamenti o ai valori del Corpo e, qualora emergano responsabilità, queste siano perseguite senza esitazione. Con la stessa fermezza, però, difendiamo l’onorabilità della Scuola Ispettori e del personale istruttore, che non può essere trasformato nel bersaglio di accuse collettive”.

“Valuteremo ogni iniziativa ritenuta opportuna a tutela dell’immagine della Guardia di Finanza, della Scuola Ispettori e del personale che vi presta servizio, qualora dovessero emergere condotte lesive della reputazione individuale o istituzionale. Continueremo a sostenere sia il diritto delle vittime a ottenere giustizia, sia il diritto di ogni appartenente al Corpo a non essere giudicato sulla base di generalizzazioni o processi mediatici sommari”, conclude.

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