Legge elettorale, il governo pone la fiducia sui primi tre articoli

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AgenPress. Entra nella fase decisiva alla Camera l’iter della riforma della legge elettorale. Il governo ha posto la questione di fiducia sugli articoli 1, 2 e 3 del provvedimento, una scelta annunciata in Aula dal ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani. La riforma, modificata dal Senato, è ora alla terza lettura a Montecitorio.

La decisione della maggioranza accelera il calendario dei lavori in vista del voto conclusivo, fissato per giovedì 8 ottobre, quando l’Assemblea sarà chiamata a esprimersi sul testo complessivo con scrutinio segreto. Le dichiarazioni di voto finale saranno trasmesse in diretta televisiva.

La fiducia riguarda tre punti della riforma sui quali il governo ha scelto di evitare il rischio di un voto segreto sui singoli articoli.

L’articolo 1 introduce le preferenze: secondo il testo arrivato dal Senato, gli elettori potranno esprimere fino a tre preferenze tra sei candidati, mentre resta il meccanismo del capolista bloccato. L’articolo 2 interviene sulle regole relative alla raccolta delle firme necessarie per la presentazione delle liste alla Camera e al Senato. L’articolo 3, invece, modifica la distribuzione territoriale dei collegi nella provincia autonoma di Bolzano, con riferimento in particolare a Merano, Bolzano e Bressanone.

Il governo non ha posto la fiducia sull’articolo 8, che riguarda il voto fuori sede per i caregiver. La modifica, introdotta al Senato, è sostenuta anche dalle opposizioni ed è stata approvata all’unanimità.

Il percorso parlamentare proseguirà secondo un calendario serrato.

Martedì 6 ottobre, dalle 12.10, sono previste le dichiarazioni di voto sulla fiducia all’articolo 1. La prima chiama per l’appello nominale è prevista non prima delle 14. Al termine si passerà alle dichiarazioni e alla votazione sulla fiducia relativa all’articolo 2.

Mercoledì 7 ottobre, dalle 9, si terranno le dichiarazioni di voto sulla terza fiducia, quella relativa all’articolo 3. La votazione per appello nominale è prevista non prima delle 10.50. Successivamente l’Aula passerà all’articolo 8 e agli ordini del giorno, con eventuale prosecuzione dei lavori anche in serata.

Il momento centrale sarà giovedì 8 ottobre. Dalle 10.30 sono previste le dichiarazioni di voto finale sul provvedimento, in diretta televisiva. Il voto conclusivo, a scrutinio segreto, è previsto non prima delle 12.30.

La scelta di ricorrere alla fiducia ha provocato una dura reazione delle opposizioni.

In Aula, Federico Fornaro del Pd ha definito la decisione «indegna», parlando di uno «schiaffo» al Parlamento. Il deputato dem ha sottolineato inoltre che le opposizioni hanno presentato 53 emendamenti, sostenendo che il loro lavoro non possa essere considerato un’azione ostruzionistica.

Critiche sono arrivate anche da Avs e Movimento 5 Stelle. Filiberto Zaratti ha contestato il ricorso alla fiducia in presenza della possibilità di voto segreto, mentre Enrica Alifano ha accusato la maggioranza di mettere «in soffitta la democrazia parlamentare». Da Più Europa, Riccardo Magi ha invece rivolto un appello a fermare l’iter e a lavorare a una normativa diversa.

Le opposizioni interpretano dunque la scelta dell’esecutivo come un modo per ridurre il margine di manovra sul voto degli articoli e come un segnale di preoccupazione per la tenuta della maggioranza. Si tratta, tuttavia, di una valutazione politica contestata dalla maggioranza, che difende la riforma e il percorso scelto per arrivare all’approvazione.

Il passaggio di giovedì resta particolarmente rilevante proprio perché il voto finale sarà segreto. La questione di fiducia sugli articoli 1, 2 e 3 consente invece al governo di affrontare quei passaggi attraverso l’appello nominale, riducendo il margine per eventuali voti non dichiarati all’interno della maggioranza.

Il confronto politico, quindi, si sposta ora sul voto finale dell’8 ottobre. Sarà quello il passaggio conclusivo dell’esame della riforma alla Camera, dopo le modifiche introdotte dal Senato.

La maggioranza punta a portare a termine l’iter del provvedimento; le opposizioni contestano invece il metodo e chiedono ulteriori modifiche. Il prossimo appuntamento è fissato per martedì, con le prime votazioni sulla fiducia.

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