Il segretario nazionale facente funzioni contesta la legittimità della Direzione nazionale convocata da Carmelo Pace e annuncia l’avvio dei congressi regionali in vista dell’appuntamento del 24 e 25 ottobre a Roma. Al centro dello scontro, la governance e il futuro della Democrazia Cristiana.
AgenPress. Si accende lo scontro interno alla Democrazia Cristiana. Il professor avvocato Gianpiero Samorì, segretario nazionale facente funzioni del partito, interviene con parole nette dopo il comunicato diffuso dall’onorevole Carmelo Pace al termine della Direzione nazionale della Dc, contestando la legittimità delle decisioni annunciate e ribadendo la necessità di rispettare le regole statutarie.
«Decisioni giuridicamente inesistenti. Non è più il partito personale del senatore Salvatore Cuffaro»: è questo il messaggio centrale della presa di posizione di Samorì, che mette in discussione la validità degli atti adottati e richiama l’attenzione sulla necessità di garantire procedure corrette nella vita interna della formazione politica.
La vicenda prende le mosse da un comunicato pubblicato da Carmelo Pace nella chat “Dirigenti Dc Italia”, attraverso il quale sarebbero state rese note alcune decisioni riguardanti l’organizzazione interna e l’assetto territoriale del partito.
Samorì afferma di aver appreso proprio da quella comunicazione dell’esistenza di deliberazioni assunte da una Direzione nazionale convocata da Pace, dichiarato segretario nazionale sulla base di una delibera del Consiglio nazionale che, secondo il segretario facente funzioni, sarebbe «giuridicamente inesistente, nulla ed illegittima».
Una contestazione che investe direttamente la legittimità dell’organismo e, di conseguenza, la validità delle decisioni prese.
«Per conseguenza anche la Direzione nazionale dal medesimo convocata è affetta dagli identici vizi ed è perciò irrilevante rispetto al partito», sostiene Samorì, delineando una posizione di netta contrapposizione rispetto all’iniziativa di Pace.
Si tratta, dunque, di un confronto che non riguarda soltanto singoli provvedimenti organizzativi, ma investe il riconoscimento degli organismi dirigenti e le modalità attraverso cui vengono assunte le decisioni all’interno della Dc. Le contestazioni espresse da Samorì restano, allo stato delle informazioni riportate, la posizione della parte che le formula.
Di fronte alla contrapposizione interna, Samorì rilancia il percorso congressuale, indicandolo come il passaggio decisivo per definire la rappresentanza e gli equilibri futuri della Democrazia Cristiana.
Il segretario nazionale facente funzioni annuncia che sono già stati convocati i congressi regionali, chiamati a eleggere i delegati che parteciperanno al congresso nazionale, previsto per il 24 e 25 ottobre presso l’Hotel Ergife di Roma.
«Sono comunque lieto di comunicare che questa mattina sono già stati convocati tutti i congressi regionali per eleggere i delegati al congresso nazionale che si terrà il prossimo 24 e 25 ottobre presso l’hotel Ergife di Roma», dichiara.
L’appuntamento congressuale assume così un significato politico rilevante: rappresenta, nella prospettiva indicata da Samorì, la sede nella quale il partito potrà definire attraverso il voto dei delegati i propri assetti interni e dare una direzione condivisa alla propria organizzazione.
La convocazione dei congressi regionali si inserisce quindi in una strategia che punta a ricondurre il confronto interno a un percorso formalizzato, fondato sulla partecipazione degli iscritti e sulle procedure previste dallo statuto.
Nella parte conclusiva del suo intervento, Samorì rivolge un appello diretto a Carmelo Pace, richiamandolo alle responsabilità connesse al ruolo istituzionale ricoperto e alla necessità di osservare le norme che disciplinano la vita dei partiti.
«Confido che l’on. Pace, anche per il ruolo istituzionale che ricopre, comprenda l’importanza del rispetto delle norme di legge e di statuto di un partito storico che non è più il partito personale del senatore Salvatore Cuffaro, ancorché abbia preso parte attiva anche in questa vicenda», afferma.
Parole che evidenziano la profondità della frattura politica e organizzativa. Il riferimento a Salvatore Cuffaro colloca infatti la disputa anche sul terreno dell’identità e dell’autonomia della Dc, con Samorì che rivendica un modello di partito fondato sul rispetto delle regole, sulla legittimità degli organismi e sulla partecipazione congressuale.
La contrapposizione tra Samorì e Pace apre una fase delicata per la Democrazia Cristiana, chiamata a confrontarsi con questioni che investono la legittimazione della propria classe dirigente e il funzionamento degli organismi nazionali e territoriali.
Da una parte, le decisioni annunciate da Pace; dall’altra, la contestazione di Samorì, che ne mette in discussione i presupposti giuridici e rilancia il congresso nazionale come momento di chiarimento e di scelta.
Il passaggio del 24 e 25 ottobre a Roma potrebbe quindi assumere un peso determinante per gli equilibri interni del partito. Resta centrale, nel frattempo, il nodo della regolarità delle procedure e della legittimità degli atti contestati, sul quale le posizioni espresse dovranno trovare eventuale riscontro nelle norme statutarie e negli atti formali.
La sfida, per la Dc, non riguarda soltanto la composizione dei propri vertici, ma anche la capacità di superare le divisioni attraverso regole condivise e una rappresentanza riconosciuta. È su questo terreno che si giocherà una parte importante del futuro del partito.
Aurelio Coppeto Direttore Responsabile AgenPress
