Sen. Scilipoti Isgrò: “La politica riscopra il valore della persona. Dio cerca l’uomo”

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AgenPress. “L’uomo di ogni tempo porta nel cuore una nostalgia di Infinito. Sant’Agostino lo esprimeva con parole straordinarie: il nostro cuore è inquieto finché non riposa in Dio. Una ricerca spirituale che non riguarda soltanto la dimensione religiosa, ma interroga profondamente anche la società contemporanea, le sue contraddizioni e il suo bisogno di ritrovare significati condivisi”.

Lo dichiara il Sen. Dott. Domenico Scilipoti Isgrò, intervenendo sul rapporto tra mistica cristiana, crisi sociale e responsabilità politica.

“La mistica cristiana , prosegue , non è fuga dal mondo, isolamento individualistico o ricerca di un’esperienza puramente soggettiva. È incontro con Cristo, dono dello Spirito Santo e percorso di trasformazione interiore che deve tradursi in amore per il prossimo, solidarietà e responsabilità. Come ricorda il Vangelo, il Verbo si è fatto carne: Dio non rimane distante dall’uomo, ma entra nella storia e ne condivide la condizione”.

Secondo Scilipoti Isgrò, questa riflessione assume particolare rilevanza in una società segnata da solitudine, indebolimento dei legami comunitari e crescente difficoltà nel costruire prospettive condivise.

“Viviamo in un tempo nel quale la tecnologia moltiplica le connessioni, ma non sempre rafforza le relazioni umane. L’individualismo rischia di trasformare la persona in un consumatore, un numero o uno strumento, facendo smarrire il valore della solidarietà e della responsabilità reciproca. La vera crescita di una comunità, invece, si misura anche dalla sua capacità di ascoltare chi soffre, sostenere le famiglie, offrire opportunità ai giovani e non lasciare indietro le persone più fragili”.

Il senatore richiama quindi il rapporto tra spiritualità ed etica pubblica.
“La politica non può esaurirsi nella gestione tecnica delle risorse, nella ricerca del consenso o nell’applicazione di procedure. Le competenze degli esperti sono indispensabili, ma ogni decisione pubblica deve essere accompagnata da una riflessione sulle sue conseguenze umane e sociali. Occorre domandarsi non soltanto se una scelta sia tecnicamente possibile, ma anche se sia giusta, sostenibile e rispettosa della dignità della persona”.

“Il potere ,aggiunge, dovrebbe essere considerato una responsabilità da esercitare al servizio del bene comune, non un privilegio da conservare. La spiritualità, quando è autentica, non alimenta la ricerca del dominio sugli altri, ma educa al governo di sé, all’umiltà, alla giustizia e al servizio. La fede non sostituisce la competenza politica né le regole della democrazia, ma può rappresentare, per chi crede, una fonte di ispirazione morale e di impegno civile”.
Un passaggio è dedicato anche alla crisi demografica e alle difficoltà delle famiglie.

“La questione demografica non può essere affrontata soltanto attraverso statistiche e indicatori economici. Occorre interrogarsi sulle condizioni concrete nelle quali le persone costruiscono il proprio futuro: lavoro, casa, servizi, sostegno alla genitorialità e fiducia nel domani. Una società che vuole guardare al futuro deve investire nelle relazioni, nella solidarietà intergenerazionale e nella possibilità per i giovani di realizzare liberamente i propri progetti di vita”.

Scilipoti Isgrò sottolinea, infine, che la riscoperta della dimensione spirituale deve accompagnarsi al rispetto della libertà di coscienza e del pluralismo democratico.
“La tradizione cristiana costituisce una componente fondamentale della storia e della cultura italiana, ma il suo contributo alla vita pubblica deve tradursi in testimonianza, dialogo e servizio, nel rispetto di tutti, credenti e non credenti. La laicità delle istituzioni e la libertà religiosa non sono ostacoli al confronto: sono condizioni essenziali di una convivenza democratica rispettosa della dignità umana”.

“L’Italia ha bisogno di ritrovare un orizzonte di valori capace di tenere insieme libertà, responsabilità, giustizia e solidarietà. Non bastano le soluzioni tecniche se manca una visione dell’uomo; non bastano le dichiarazioni di principio se non seguono comportamenti coerenti. La vera sfida è ricostruire un legame tra coscienza personale, responsabilità istituzionale e bene comune”.
“Perché il messaggio cristiano ci ricorda una verità fondamentale: non è soltanto l’uomo a cercare Dio, ma è Dio stesso che, in Cristo, viene a cercare l’uomo. E una società che riconosce il valore della persona può ritrovare nella solidarietà, nella giustizia e nella responsabilità le basi di un futuro più umano”, conclude Scilipoti Isgrò.

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