AgenPress. “Finalmente arrivano le risposte alle mie dimissioni. Il metodo è sempre lo stesso: si evoca una denuncia per diffamazione, salvo precisare che tra compagni non si fa. Io, invece, li invito a denunciarmi: sarà l’occasione per dimostrare in tribunale le mie verità e, eventualmente, le mie menzogne. Grave che le irregolarità nelle iscrizioni vengano derubricate a questione secondaria. La tesoreria aveva accesso al gestionale fin dall’inizio del mandato e poteva effettuare le stesse verifiche. Le anomalie sono numerose e stiamo preparando un esposto alla Procura della Repubblica.
Sulla Tassa Etica, le loro risposte si commentano da sole. Quanto alla fantasiosa ricostruzione delle mie dimissioni, Hallissey sapeva da tempo che avrei lasciato il partito. È vero che mi aveva comunicato la volontà di candidarsi alla segreteria, nonostante le contemporanee ambizioni in Più Europa. Gli risposi che le cariche si decidono nei congressi, non per volontà di un singolo. Quando ribadii che me ne sarei andato, arrivò a offrirmi la presidenza del partito, con lo stesso stipendio del segretario, promettendo persino l’assunzione della mia fidanzata. Quanto agli episodi intimidatori, confermo tutto: esistono prove e saranno affrontati nelle sedi opportune.
Auguro a Radicali Italiani di liberarsi da questa concezione proprietaria del partito. Radicali Italiani non dovrebbe essere una proprietà privata, né uno strumento al servizio delle ambizioni personali. È proprio per questo che me ne sono andato” –.
Lo ha detto Filippo Blengino, già segretario di Radicali Italiani, in un video pubblicato su Instagram.
