AgenPress. “La lobby del fossile continua ad influenzare ed insidiare le decisioni che vengono prese alle conferenze sul clima. E quella italiana non è da meno. E’ incredibile non avere informazioni chiare ed esaustive relative agli accrediti che il governo concede in occasione delle COP. Nel 2023 è infatti diventato finalmente obbligatorio per i delegati accreditati alla Cop28 dichiarare chi rappresentano. Questo importantissimo dato, ottenuto grazie alle pressioni della società civile e in particolare alla campagna Kick big polluters out, ha rivelato la presenza di molti lobbisti dei combustibili fossili “in incognito”.
Un numero che è letteralmente “esploso”, se si raffrontano i numeri stimati alla COP27, un totale di circa 636 lobbisti, con il numero reale della COP28, 2.456. Preoccupa il fatto che la maggior parte dei lobbisti italiani del fossile sia accreditata dal governo, considerato che la delegazione governativa alla precedente COP28 contava 147 persone di cui ben 40 rappresentavano l’industria fossile.
Ma il Parlamento e le cittadine ed i cittadini non hanno alcuna voce in capitolo ad oggi su queste decisioni. Riteniamo che non sia possibile far partecipare, per di più con accredito del governo, a dei negoziati così importanti e che dovrebbero essere svolti nell’interesse generale, coloro che remano contro la definizione di obiettivi ambiziosi per combattere la crisi climatica” afferma Eleonora Evi, deputata del Partito Democratico e membro della Commissione Ambiente.
“Il Partito Democratico sostiene la campagna Clean the Cop – oggi presentata in conferenza stampa alla Camera – promossa dall’associazione A Sud, EconomiaCircolare.com e Fondazione Open Polis e sostenuta da molte realtà civiche, a cui si aggiunge l’appello di autorevoli esponenti della comunità scientifica.
Ho presentato oggi un’interrogazione al governo a mia prima firma e sottoscritta dalla Presidente del Gruppo del Partito Democratico Chiara Braga, per chiedere di rendere noti e spiegare con chiarezza i criteri con i quali il governo concede accrediti per partecipare alle negoziazioni internazionali sul clima e se non intenda terminare la concessione di accrediti a rappresentanti di imprese coinvolte in attività di sfruttamento, lavorazione o distribuzione di carbone, petrolio e gas.
Continueremo ad incalzare il governo su questo, per garantire che la politica e le istituzioni nazionali ed internazionali non subiscano indebite influenze e per tutelare trasparenza e democrazia.” Conclude la deputata.
