AgenPress. Si è svolta a Roma la terza edizione dell’Italian Investment Council 2026 by Remind presso Sala Europa – Ufficio del Parlamento europeo in Italia a Palazzo Generali. L’incontro, promosso da Remind (Associazione delle Buone Pratiche dei Settori Produttivi della Nazione), rappresenta una piattaforma di dialogo in cui Istituzioni nazionali, internazionali e locali, insieme a Imprenditori, Manager, Esperti e Professionisti si riuniscono per analizzare le sfide da affrontare e le opportunità da cogliere, con l’obiettivo di promuovere iniziative di crescita e prospettive di sviluppo economico, sostenibile, sociale e culturale per l’Italia.

Tra le istituzioni vi è stato anche il contributo di Wanda Ferro Sottosegretario dell’Interno: “Desidero ringraziare Paolo Crisafi e Remind per l’organizzazione di questa importante occasione di confronto, che riunisce istituzioni, mondo finanziario, imprese e accademia per riflettere sulle sfide che l’Italia sta affrontando. Oggi più che mai dobbiamo superare l’idea che la sicurezza sia un ambito ristretto agli apparati dello Stato. La sicurezza è una dimensione che riguarda l’intero sistema Paese e rappresenta un fattore essenziale per la stabilità economica, la competitività e la credibilità dell’Italia. In uno scenario internazionale sempre più complesso, le minacce ibride si muovono su più livelli: economico, finanziario, industriale e tecnologico. Spesso non mirano a distruggere, ma a condizionare, erodere la fiducia e influenzare investimenti e catene di approvvigionamento. Per questo la sicurezza non deve essere considerata un costo, ma un vero e proprio investimento strategico, come condiviso anche con Remind.

Particolare attenzione va posta alla resilienza delle filiere produttive e delle infrastrutture critiche. Energia, tecnologia, farmaceutica, logistica e sicurezza sono settori nei quali è fondamentale conoscere e monitorare l’intera catena di fornitura, prevenendo vulnerabilità che potrebbero generare effetti a catena sull’economia. In questo contesto il ruolo dello Stato, insieme al sistema finanziario e alle imprese, è quello di accompagnare soprattutto le piccole e medie imprese nel rafforzamento della sicurezza e della cybersicurezza, evitando che possano diventare l’anello debole delle nostre filiere.

L’Italia è una grande economia aperta, fortemente orientata all’export e fondata sulla fiducia dei mercati. Per questo è indispensabile rafforzare la cooperazione a livello europeo, condividendo strumenti di prevenzione, protezione delle infrastrutture strategiche e tutela degli asset più sensibili. La sicurezza, in definitiva, è una precondizione dello sviluppo: senza sicurezza non esiste crescita economica, non esiste stabilità e non esiste attrattività per gli investimenti”.
