Quando l’arte è un inganno: a Roma Tre la mostra “La fabbrica del falso”

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AgenPress. Come nasce un falso d’arte? Quali strumenti vengono utilizzati per imitare un’opera autentica e costruirne una falsa provenienza? A queste domande risponde “La fabbrica del falso”, la mostra organizzata dal Laboratorio sul Falso – Centro di studi per il contrasto alla falsificazione dei beni culturali e dell’opera d’arte del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università Roma Tre, in collaborazione con il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale (TPC).

L’esposizione, a ingresso libero, accompagna il pubblico dentro i meccanismi della falsificazione artistica, mostrando non solo opere contraffatte ma anche gli strumenti e i materiali utilizzati per realizzarle. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di far conoscere un fenomeno che rappresenta un grave reato contro il patrimonio culturale: l’articolo 518 quaterdecies del Codice Penale (Titolo VIII bis) punisce chiunque, al fine di trarne profitto, contraffà, altera, riproduce o pone in commercio opere d’arte (pittura, scultura, grafica) ovvero oggetti antichi o di interesse storico o archeologico come autentici.

“Questa mostra rappresenta un’importante occasione di riflessione e di crescita culturale – dichiara il Magnifico Rettore, prof. Massimiliano Fiorucci. Attraverso un approccio scientifico e divulgativo, l’Università Roma Tre contribuisce a sensibilizzare il pubblico su un fenomeno complesso e dannoso, rafforzando al contempo il ruolo dell’Ateneo nella tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e nella formazione delle nuove generazioni. Fondamentale, in questo percorso, è la collaborazione con il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale con cui condividiamo l’impegno per la difesa della legalità e la salvaguardia dei beni culturali».

La mostra sarà allestita nel foyer attiguo all’Aula Magna di Lettere dell’Università Roma Tre (via Ostiense 234–236) e sarà aperta al pubblico dal 22 aprile al 12 maggio 2026, dal lunedì al venerdì (esclusi i festivi) con orario 10.00–13.00 e 14.00–17.00.

La cerimonia di inaugurazione si terrà il 21 aprile 2026, dalle ore 9.30 alle 12.30, con gli interventi del Magnifico Rettore prof. Massimiliano Fiorucci e del Comandante del Comando TPC, Gen. B. Antonio Petti.

Nel corso dell’esposizione sono inoltre previsti due incontri di approfondimento dedicati ad aspetti specifici della produzione di falsi nell’arte contemporanea:

  • 29 aprile 2026, ore 10.30
  • 6 maggio 2026, ore 15.30

I materiali e i documenti esposti – confiscati dall’autorità giudiziaria e studiati da docenti, ricercatori e studenti dell’Università Roma Tre – permettono di mostrare al pubblico la complessità e la pericolosità della filiera della falsificazione. Accanto a quadri e opere grafiche false attribuite ad artisti contemporanei, saranno presentati anche strumenti e materiali utilizzati per realizzare i falsi e simulare processi di invecchiamento e autenticazione: mascherine, bombolette spray, pennelli, album di carte ingiallite, macchine da scrivere d’epoca, fotografie, etichette, timbri e altri oggetti utilizzati nella costruzione di false provenienze.

Lo studio della falsificazione riguarda non solo l’attività dell’autorità giudiziaria, ma anche la formazione dei professionisti del settore – archeologi, operatori culturali, storici dell’arte e commercianti – e richiede un’importante attività di divulgazione e sensibilizzazione del pubblico, in particolare delle nuove generazioni.

Per questo motivo la partecipazione alla mostra può risultare di particolare interesse anche per studentesse e studenti delle scuole secondarie superiori, nell’ambito delle attività di Orientamento, Formazione scuola-lavoro ed Educazione Civica. Per le scuole sono previste visite guidate dedicate ai gruppi-classe, previo accordo e su prenotazione.

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