AgenPress. Il dato più preoccupante della crisi del nostro Paese è il cortocircuito in atto tra il mondo della cultura, dell’informazione e la realtà. Ci si sofferma sulla crisi senza gli approfondimenti sulle cause che hanno svuotato la politica e anchilosato la democrazia.
Nella prima fase della esperienza repubblicana, quando il partito comunista italiano era il più forte dell’Europa, si diceva che la nostra democrazia era una “anatra zoppa” perché l’alternativa era il PCI, subalterno a Mosca.
La ecclissi del “Sole dell’avvenire”, con il carico degli errori e delle tragedie, avrebbe dovuto offrire nuova linfa alla democrazia italiana. Invece per uno strano modo, non impossibile da decifrare e di comporsi di situazioni, iniziava un percorso a ritroso.
La fine del pericolo antidemocratico del PCI rimetteva a posto la zampa dell’anatra zoppa ma vedeva l’ erosione dei pilastri su cui era nata e si era retta la democrazia. Movimenti eversivi si ricomponevano per un’alternativa antidemocratica.
Mani pulite, procuratori d’assalto, massoneria deviata e apparati infedeli dello Stato hanno provocato il terremoto che era stato contenuto negli anni di piombo. Nella D.C. e nei partiti riformisti si abbattevano sensi di colpa e rese assurde. Opportunismi hanno dissipato patrimoni di valori e slanci identitari. La politica è entrata in crisi, i partiti e i grandi movimenti di pensiero sono scomparsi, i flussi culturali si sono prosciugati.
Il Parlamento messo sotto attacco non è più il depositario della volontà popolare, ma delle oligarchie che attraverso leggi di riforme elettorali liberticide hanno trasformato gli eletti in nominati.
Il prof. Cassese si interroga sul perché della disaffezione dei cittadini verso le urne. Se si interrompe il flusso partecipativo e formativo dei partiti, delle associazioni e tutto è uniformato a un sistema di potere, nasce il regime. Non più forti pensieri ma eroi della subalternità a disegni altrui.
Cassese, persona preparata, non ingenua certamente si interroga sul perché della scomparsa del liberalismo e del socialismo (si dimentica dei cattolici….chissà perché ….). Un interrogativo che non può non avere una risposta che Cassese non può non avere.
In questa congiuntura antidemocratica e di libertà condizionata, non vi sono spazi per i pensieri forti. Un parte del mondo della cultura non riesce a sottrarsi a lacci e laccioli.
Come uscire dal tunnel? Bisogna dar vita a un centro vero senza il quale non si può avviare una fase per superare vocazioni antidemocratiche che umiliano la nostra storia. Bisogna far rivivere la esperienza repubblicana, quella eroica degli spiriti liberi.
In questi giorni nell’avvicinarsi dell’appuntamento elettorale ex democristiani transitati altrove sono attivi con iniziative estemporanee. E’ il tentativo puntuale per segnare ad ogni buon …fine, per il loro futuro, una esperienza gloriosa. Spero che si abbia coraggio e onestà intellettuale per riconoscere che la patologia della nostra democrazia malata è il prodotto di un disegno eversivo.
Il risultato del referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati fa ben sperare. Giovani e non, alle urne hanno voluto segnare un punto in favore del nostra Costituzione di fatto svuotata. Da qui bisogna ripartire con la buona pace di un certo mondo della cultura che è diventato più abile degli acrobati. Si riuscirà ad essere se stessi? Questa è la grande sfida per una giusta causa.
Mario Tassone (ex deputato della Repubblica Italiana – già vice Ministro).
