AgenPress. «Stare nello stesso partito con chi definisce gli ebrei fascisti e provocatori è molto difficile, è una grande sofferenza», ha dichiarato Emanuele Fiano, ai microfoni di Calibro 9 su Radio Cusano condotto da Francesco Borgonovo, commentando le tensioni interne al Partito Democratico milanese dopo le polemiche sul corteo del 25 aprile.
Sul tema delle bandiere, Fiano chiarisce: «Io personalmente non ritengo opportuno portare la bandiera di Israele al 25 aprile, ma non c’è mai stato un divieto formale. Il punto è un altro: chi decide chi può stare in piazza e chi no?».
E prosegue: «Buttare fuori dal corteo delle persone è una cosa grave in un Paese democratico. La Costituzione garantisce a tutti il diritto di manifestare». Fiano ricorda inoltre che le tensioni non sono nuove: «Da vent’anni la Brigata Ebraica viene contestata, spesso da chi non conosce la storia. È un fatto grave e ingiustificabile».
Inoltre, sottolinea: «La Brigata Ebraica non ha scelto di stare in testa, è stata collocata lì per decisione delle forze dell’ordine. Anche su questo si è fatta confusione».
Infine, sul clima interno al PD: «È una sofferenza, ma continuo a battermi per i principi in cui credo».
