AgenPress. Entra in una nuova fase il progetto di agricoltura sociale che Estra ha promosso alla Casa di Reclusione di Ranza nell’ambito della campagna nazionale “OrtoFrutteto Solidale Diffuso” di AzzeroCO₂ e Legambiente.
Dopo la creazione del giardino officinale e del frutteto, prende avvio il laboratorio di fitoterapia: un percorso di formazione professionale che insegnerà ai detenuti, affiancati dagli esperti della SIFit (Società Italiana di Fitoterapia), a coltivare, raccogliere e trasformare le piante officinali in preparati erboristici.
I partecipanti acquisiranno nozioni sui materiali vegetali, sui loro benefici e sui protocolli di essiccazione, conservazione e lavorazione, imparando a utilizzare attrezzature di laboratorio quali maceratore, percolatore e mulino per polveri. Il risultato sarà una piccola filiera interna capace di produrre rimedi naturali per i disturbi più comuni della popolazione detenuta: dalle tisane di melissa per ansia e insonnia a quelle di achillea e assenzio per i disturbi gastrointestinali, dall’oleolito di elicriso per le infiammazioni cutanee agli sciroppi balsamici di elicriso e lavanda per la tosse, fino agli estratti di ribes nero come diuretici e antinfiammatori delle vie urinarie. Tutti i preparati saranno realizzati secondo le metodiche standardizzate delle farmacopee e dei manuali di galenica, nel rispetto della normativa alimentare vigente.
“È un’importante opportunità di crescita personale e professionale, consentendo ai detenuti di acquisire competenze specifiche potenzialmente spendibili in diversi ambiti produttivi, tra cui il settore erboristico, cosmetico, agricolo e della trasformazione delle materie prime naturali – dichiara Giuseppe Renna, direttore della Casa di Reclusione di San Gimignano –. La formazione costituisce uno degli strumenti più efficaci per favorire processi di responsabilizzazione individuale e per creare le condizioni necessarie a un concreto reinserimento nella società, ampliando il loro bagaglio professionale e rafforzare le prospettive di accesso al mercato del lavoro una volta concluso il percorso detentivo. Il progetto conferma il valore delle attività educative e formative all’interno degli istituti penitenziari, in coerenza con la funzione rieducativa della pena sancita dall’articolo 27 della Costituzione italiana. Investire nella conoscenza e nella formazione significa infatti offrire opportunità reali di inclusione sociale, contribuendo alla costruzione di percorsi di autonomia, legalità e cittadinanza attiva. Attraverso iniziative di questo tipo, la Casa di Reclusione rinnova il proprio impegno nel promuovere interventi capaci di coniugare formazione, dignità della persona e sviluppo di competenze utili a favorire un reinserimento sociale”.
“Quando abbiamo deciso di sostenere questo progetto – afferma Francesco Macrì, presidente di Estra – sapevamo che il suo valore non si sarebbe misurato nel numero di piante messe a dimora, ma nel percorso che esse avrebbero generato. Imparare a riconoscerle, coltivarle, trasformarle secondo metodo e rigore scientifico, dando forma e significato al tempo attraverso il lavoro. Per Estra, questo è il senso più autentico della sostenibilità: la capacità di generare valore concreto per le comunità e per le persone, anche nei contesti più difficili. È il modello di sviluppo in cui crediamo: quello che lascia un segno duraturo nei territori in cui operiamo”.
“La Società Italiana di Fitoterapia è particolarmente onorata di essere stata coinvolta nell’iniziativa OrtoFrutteto Solidale Diffuso presso la Casa di Reclusione di Ranza e aderisce pienamente agli scopi di questa iniziativa – dice Roberto Della Loggia, presidente della Società Italiana di Fitoterapia –. La formazione di base dei detenuti che si occupano della coltivazione delle piante officinali rappresenta da un lato un elemento essenziale affinché la coltivazione, che già da sé ha un valore formativo, trovi la sua ragione nell’utilizzazione pratica di quanto coltivato; dall’altro costituisce un piccolo patrimonio di conoscenze che potrà rivelarsi utile, una volta scontata la pena, per l’inserimento nel mondo del lavoro. Per quanto riguarda i docenti della SIFit che danno la loro disponibilità, affrontare una classe di allievi così diversa dai loro studenti universitari rappresenta una sfida ma anche un’occasione di arricchimento personale”.
“Questa iniziativa rappresenta un esempio virtuoso di come la sinergia tra istituzioni, privato sociale e mondo scientifico possa concretamente favorire l’inclusione e il riscatto sociale – aggiunge Daniela Morbis, assessora alle politiche sociali e per l’inclusione del Comune di San Gimignano –. Attraverso l’agricoltura sociale e l’apprendimento di una professione specialistica come la fitoterapia, non solo offriamo ai detenuti competenze reali e spendibili per il loro futuro reinserimento nella comunità, ma promuoviamo anche un modello di benessere profondo e di cura della persona che parte dal lavoro e dal contatto con la terra”.
Il progetto realizzato nella Casa di Reclusione di Ranza rientra nella campagna “Ortofrutteto Solidale Diffuso” promossa da AzzeroCO₂ e Legambiente, un progetto di integrazione sociale e ambientale in grado di tutelare la biodiversità, attraverso la creazione di frutteti solidali, e unire competenze e valori per generare un progresso umano, ambientale, economico e civico.
