AgenPress. “Il nuovo regolamento europeo MiCAR (Markets in Crypto-Assets Regulation) rappresenta un passaggio fondamentale verso una maggiore regolamentazione del mercato delle criptovalute, ma non elimina i rischi per gli investitori”.
È quanto emerge dall’intervista all’avvocato Giovanni Spinapolice, intervenuto ai microfoni di Radio Radicale per commentare l’introduzione dal primo Luglio della normativa europea dedicata alle cripto-attività.
“Il regolamento – spiega Spinapolice – nasce con l’obiettivo di colmare il vuoto normativo che per anni ha caratterizzato il settore, cresciuto rapidamente senza un adeguato sistema di controlli. In questo contesto, molti risparmiatori si sono trovati a operare in ambienti solo apparentemente affidabili, esposti a situazioni opache e difficilmente verificabili. Con il MiCAR, l’Unione Europea introduce un insieme di regole che prevedono: autorizzazioni per gli operatori, maggiore trasparenza informativa, obblighi organizzativi e di comportamento, e un sistema più strutturato di vigilanza sul mercato. Si tratta – sottolinea Spinapolice – di un intervento importante per distinguere gli operatori affidabili da quelli non autorizzati e per rafforzare la tutela dei cittadini.
Resta però centrale un punto: la presenza di una normativa non rende automaticamente sicuri gli investimenti in criptovalute. Questi strumenti continuano a essere caratterizzati da elevata volatilità e complessità, con rischi che non possono essere completamente eliminati”.
“Un ulteriore elemento di attenzione riguarda l’evoluzione delle frodi digitali, che tendono a spostarsi rapidamente su canali non regolamentati, piattaforme estere o sistemi basati su identità fittizie. Per questo, evidenzia l’avvocato, diventa fondamentale sviluppare maggiore consapevolezza e capacità di riconoscere i segnali di potenziali truffe prima che il danno si realizzi.
Il MiCAR si configura dunque come un primo passo verso un mercato più trasparente e ordinato, ma la sua efficacia dipenderà anche dalla capacità degli investitori di operare in modo informato e prudente” conclude.
