AgenPress. Come Cristiano Riformisti torniamo ad esprimere la propria netta e ferma contrarietà alla nuova riforma elettorale, ribadendone l’evidente incostituzionalità. Siano davanti a un vero e proprio mercanteggiare delle istituzioni.
Il proliferare di nuove sigle di partito dell’ultima ora, nate unicamente attraverso il “prestito” di alcuni deputati, è la prova provata del fallimento morale di questa operazione. Questo espediente speculativo sta ulteriormente a dimostrare come i fautori della nuova riforma, pur di raggiungere a qualsiasi costo il quorum del 42% siano disposti a calpestare qualsiasi principio di democrazia.
Come Cristiano Riformisti sottolineiamo come queste manovre di palazzo allontanino sempre di più i cittadini dalla politica attiva, ignorando la volontà popolare espressa alle urne. Si sta consumando un grave strappo istituzionale che azzera la salvaguardia dei reali rappresentanti del territorio.
Chi è stato eletto per rappresentare una specifica comunità e una precisa linea politica non può essere usato come merce di scambio per meri calcoli matematici e sbarramenti elettorali.
Noi continueremo a batterci in ogni sede per fermare una deriva anticostituzionale che rischia di indebolire l’Italia proprio laddove avrebbe più bisogno di essere più solida nelle sue fondamenta democratiche.
