Bielorussia: Giornata mondiale di solidarietà

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AgenPress. La FIDU – Federazione Italiana Diritti Umani aderisce alla Giornata mondiale della solidarietà con la Bielorussia proclamata per oggi da Svetlana Tikhanovskaya e alle iniziative che proseguiranno per tutta la prossima settimana, con l’obiettivo di sostenere le aspirazioni bielorusse alla libertà e alla democrazia, condannare la violenza contro i manifestanti pacifici e dichiarare l’illegittimità del presidente in carica Aleksandr Lukashenko.

Mentre la diaspora bielorussa in Italia tiene manifestazioni a Bologna, Milano e Roma (con “passeggiate di solidarietà” in abbigliamento dai colori nazionali, bianco e rosso), la FIDU invita i propri soci e tutti coloro che si sentono vicini alla causa della libertà e della democrazia in Bielorussia a condividere la propria solidarietà tramite messaggi sui social media con l’hashtag #italywithbelarus e video messaggi di 20 secondi circa, da inviare all’Associazione Bielorussi in Italia: associazione.bielorussi@gmail.com

Continua intanto in Bielorussia la violenta repressione del movimento di protesta, che non accenna a interrompersi. La FIDU ha appreso che Maksim Znak, avvocato e membro del Presidium del Consiglio di Coordinamento, accusato ai sensi del comma 3 dell’art. 361 del Codice Penale di “incitamento ad azioni volte a nuocere alla sicurezza nazionale della Repubblica di Bielorussia”, ha iniziato uno sciopero della fame. Il 17 settembre è stata arrestata anche Martha Rabkova, attivista dell’associazione per i diritti umani “Viasna” (“Primavera”), con la quale la FIDU è in relazione: per lei, nota per il sostegno alle vittime della violenza da parte della polizia e il monitoraggio indipendente delle manifestazioni e delle elezioni, l’accusa è di “addestramento o altra preparazione di persone per la partecipazione a rivolte di massa o il finanziamento di tali attività” secondo l’art. 293, comma 3 del Codice Penale.

La FIDU si unisce all’appello delle numerose organizzazioni internazionali per i diritti umani che chiedono il rilascio di tutti gli arrestati per il loro pacifico impegno civile e la cessazione delle torture sistematiche dei detenuti, documentata in centinaia di casi.