AgenPress. Roberta Petrelluzzi, storica conduttrice di “Un giorno in pretura”, prende nettamente le distanze dal clamore mediatico che da mesi accompagna la riapertura delle indagini sull’omicidio di Chiara Poggi. Per la giornalista Rai, la continua esposizione televisiva del caso rappresenta l’ennesimo esempio di una deriva che trasforma la cronaca nera in spettacolo.
“Tutta la tv invasa da cronaca nera. Il caso Garlasco? Una vergogna, una esagerazione. Rende tanto e costa poco, mentre noi costiamo tanto e rendiamo poco”
Petrelluzzi ha criticato il modo in cui il delitto di Garlasco viene raccontato nei programmi televisivi, sottolineando come il dibattito mediatico rischi di alimentare confusione e sensazionalismo invece di favorire un’informazione rigorosa e rispettosa delle persone coinvolte.
La giornalista ha espresso anche una riflessione sul percorso giudiziario che ha riguardato Alberto Stasi, l’unico condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi. Richiamando le assoluzioni pronunciate nei primi due gradi di giudizio, Petrelluzzi ha dichiarato: «Alberto Stasi è stato assolto per ben due volte. Allora: basta, interrompiamo. Se in primo grado e in appello non sono riusciti a trovare le prove sufficienti si deve chiudere».
Le sue parole riaccendono il dibattito sul rapporto tra giustizia e informazione, in un momento in cui il caso Garlasco è tornato al centro dell’attenzione pubblica. Petrelluzzi, da sempre sostenitrice di un approccio sobrio alla cronaca giudiziaria, invita a evitare processi mediatici e ricostruzioni che rischiano di influenzare l’opinione pubblica prima che siano i fatti e le decisioni della magistratura a parlare.
Il suo intervento si inserisce in una discussione più ampia sul ruolo dei media nella narrazione dei grandi casi di cronaca nera. Secondo la giornalista, l’informazione deve mantenere equilibrio e prudenza, evitando di trasformare ogni nuovo sviluppo investigativo in uno spettacolo televisivo, soprattutto quando si tratta di vicende che continuano a coinvolgere familiari e persone segnate da una tragedia.
