Medioriente, Foad Aodi (Co-mai – AMSI): “ Fermare subito l’escalation. Rischio concreto di terza guerra mondiale e minaccia uso di armi atomiche, con conseguenze devastanti su civili, donne e bambini

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AgenPress. Nelle ultime ore, tra la notte e la mattinata di oggi, si è registrata una grave escalation militare tra Stati Uniti, Israele e Iran. Secondo le informazioni diffuse dalle autorità coinvolte e dalle principali agenzie internazionali, raid aerei coordinati hanno colpito diversi obiettivi strategici e militari in territorio iraniano, inclusi siti nelle aree di Teheran, Isfahan e nel sud del Paese.

Le prime stime parlano di piu 58 morti e oltre cento feriti (secondo i dati dell’Umem, Unione Medica Euromediterranea), con danni significativi anche a infrastrutture sensibili. In alcune aree urbane sarebbero state colpite strutture in prossimità di edifici scolastici e residenziali, alimentando forte preoccupazione per la sicurezza di bambini, donne e popolazione non coinvolta nei combattimenti.

In risposta agli attacchi, l’Iran ha lanciato decine di missili balistici e droni verso obiettivi israeliani e verso basi statunitensi nell’area del Golfo Persico, con allerta massima in Paesi come Emirati Arabi Uniti, Bahrain, Qatar e Kuwait. Le difese antiaeree hanno intercettato numerosi ordigni, ma si registrano vittime e danni materiali anche fuori dai teatri immediati di guerra. Diversi spazi aerei regionali sono stati temporaneamente chiusi e le forze armate dei Paesi coinvolti hanno elevato il livello di allerta.

Lo scenario attuale configura un rischio concreto di allargamento del conflitto su scala regionale, con conseguenze potenzialmente globali sotto il profilo politico, economico, energetico e soprattutto umanitario.

Di fronte a questa drammatica evoluzione, AMSI (Associazione Medici di Origine Straniera in Italia), UMEM (Unione Medica Euromediterranea), Co-mai (Comunità del Mondo Arabo in Italia), AISCNEWS (Rete Internazionale di Informazione – Agenzia Mondiale Senza Confini) e il Movimento Internazionale UNITI PER UNIRE riflettono, analizzano e commentano con estrema preoccupazione quanto sta accadendo, evidenziando il pericolo di una spirale militare incontrollabile.

Le associazioni e il movimento affermano con forza che:
-a pagare il prezzo più alto sono sempre i civili;
-la tutela delle popolazioni vulnerabili deve essere prioritaria;
-il diritto internazionale umanitario va rispettato senza eccezioni;
-è indispensabile un cessate il fuoco immediato per evitare un’escalation irreversibile.

Interviene il Prof. Foad Aodi, medico-fisiatra, giornalista e divulgatore scientifico internazionale, esperto in salute globale, membro del Registro Esperti FNOMCEO e docente dell’Università di Tor Vergata, che dichiara: “Quando si colpiscono territori densamente popolati, il primo effetto è sanitario e umanitario. Ogni bombardamento produce feriti, traumi psicologici, interruzione delle cure, collasso dei servizi essenziali. Non si tratta solo di geopolitica: si tratta di vite umane. Bambini, donne, anziani e malati cronici sono le prime vittime invisibili di ogni guerra.”
E aggiunge: “La comunità internazionale deve agire con responsabilità. Le super potenze mondiali, Usa e Ue in primis, devono cercare la strada del dialogo. Il rischio di un conflitto regionale allargato è reale e potrebbe aprire scenari imprevedibili, compreso il coinvolgimento di potenze nucleari. La salute globale è sicurezza globale. Servono diplomazia, dialogo multilaterale e un immediato cessate il fuoco per proteggere i civili e impedire una catastrofe umanitaria.”

Le associazioni e i movimenti rinnovano quindi un appello forte e chiaro alla pace, chiedendo la de-escalation immediata delle operazioni militari e la protezione concreta delle popolazioni civili, delle scuole e delle strutture sanitarie.

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