AgenPress. Si è svolta a Roma la terza edizione dell’Italian Investment Council 2026 by Remind presso Sala Europa – Ufficio del Parlamento europeo in Italia a Palazzo Generali.
L’incontro, promosso da Remind (Associazione delle Buone Pratiche dei Settori Produttivi della Nazione), rappresenta una piattaforma di dialogo in cui Istituzioni nazionali, internazionali e locali, insieme a Imprenditori, Manager, Esperti e Professionisti si riuniscono per analizzare le sfide da affrontare e le opportunità da cogliere, con l’obiettivo di promuovere iniziative di crescita e prospettive di sviluppo economico, sostenibile, sociale e culturale per l’Italia.
Tra le buone pratiche dei settori produttivi vi è stato anche il contributo di Vincenzo Sanasi D’Arpe Amministratore Delegato Consap: “Ringrazio Paolo Crisafi e Remind per l’invito all’Italian Investment Council. Nel paradigma contemporaneo della politica industriale italiana, segnato dal ritorno dell’intervento pubblico a seguito delle crisi economiche e finanziarie globali, le società pubbliche non si configurano più come meri retaggi dello Stato imprenditore del passato, bensì come strumenti dinamici di governance economica. Esse rappresentano leve strategiche privilegiate, attraverso cui orientare lo sviluppo produttivo in coerenza con gli obiettivi di competitività, sicurezza economica e sostenibilità della Nazione.
L’esperienza delle democrazie occidentali mostra come l’intervento pubblico possa svolgere, pur con modalità e intensità differenti, una funzione complementare e propulsiva rispetto alle dinamiche del mercato.
L’impresa pubblica rappresenta uno degli strumenti attraverso cui lo Stato può perseguire obiettivi strategici e di sviluppo, promuovendo investimenti di lungo periodo che il solo mercato potrebbe non assicurare. Essa consente di coniugare la flessibilità gestionale della forma privatistica con la capacità del controllo pubblico di sostenere investimenti di lungo periodo, affrontare fallimenti di mercato e promuovere coesione territoriale e sociale. Tuttavia, la legittimità di tale intervento è subordinata al rispetto dell’equilibrio economico-gestionale: anche l’impresa pubblica deve operare secondo criteri di razionalità e sostenibilità, poiché eventuali inefficienze ricadono sull’intera collettività.”
