Servire il Paese nei momenti che restano nella storia. Nel cuore operativo della Questura di Roma

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Sembra un film. E invece è una realtà che la Questura di Roma rinnova negli anni, rafforzandosi e crescendo grazie a una squadra di servitori del Paese  Ci sono storie che meritano di essere raccontate. E, soprattutto, riconosciute


AgenPress. Ci sono esempi concreti di etica del servizio pubblico che non restano principi astratti, ma prendono forma nelle azioni, nelle scelte, nella responsabilità quotidiana di uomini e donne al servizio del Paese.

È anche per questo che questo documentario trova spazio nella pagina della Fondazione Insigniti OMRI: perché riesce a raccontare, con straordinaria efficacia, cosa significa davvero “servire”. E perché il protagonista di questa eccellente rappresentazione del sistema sicurezza nei grandi eventi del nostro Paese è anche Vicepresidente Vicario della Fondazione.

Da oggi è disponibile on demand su RaiPlay e sarà trasmesso il 3 maggio alle ore 13:00 su Rai 3: “Codice K – Angeli della sicurezza”

https://www.raiplay.it/programmi/codicek-angelidellasicurezza

Le immagini scorrono. E non si resta spettatori. Si entra dentro. Dentro quelle ore sospese, quando la notizia si diffonde mentre le campane di Roma riempiono l’aria. Un suono pieno, profondo, che non annuncia soltanto, ma richiama. Unisce. Ferma il tempo. Tiene insieme milioni di persone nello stesso, identico sentimento.

Il racconto si apre con le testimonianze di Mario Viola e Domenico Cerbone, consiglieri di indirizzo della Fondazione e promotori dell’iniziativa. Le loro parole non spiegano soltanto: accompagnano. Danno il tono. Restituiscono il senso.

Poi, quasi senza accorgersene, si entra nel cuore dell’organizzazione.

Le voci di Roberto Massucci, Lamberto Giannini, Vittorio Pisani e Matteo Piantedosi scandiscono il racconto con misura. Ma tra le parole si percepisce altro: il peso della responsabilità che si trasforma in energia, in lucidità, in presenza.

La sala operativa è il centro vitale.

Schermi accesi. Linee che si incrociano. Comunicazioni continue. Decisioni che non possono attendere.

Fuori, Piazza San Pietro si riempie lentamente, come un respiro collettivo. Ogni persona che entra porta con sé una storia, una fede, un addio.

E mentre il dispositivo cresce, prende forma una forza silenziosa e compatta: Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza, forze armate, operatori dei trasporti.

Volti diversi. Un unico obiettivo. È un equilibrio sottile. Sicurezza e umanità. Rigore e partecipazione.

Controlli, tecnologie, strategie tridimensionali che vigilano su cielo, terra e sottosuolo.

E, insieme, la consapevolezza di trovarsi davanti a qualcosa che va oltre ogni protocollo.

Perché in certi momenti il ruolo e la persona si sovrappongono.

La professionalità resta, ma si lascia attraversare da altro.

Si coglie negli sguardi. Nei silenzi. Nei gesti minimi.

Nel modo in cui tutti — ciascuno nel proprio compito — avvertono di essere parte di un passaggio della storia. Ed è forse questo che il documentario riesce a restituire con più forza: non solo la perfezione di un dispositivo complesso, non solo la gestione di centinaia di migliaia di persone e dei leader del mondo in un contesto internazionale delicatissimo… ma il senso profondo dell’esserci. L’onore di servire. Il privilegio di contribuire, anche solo per una parte, a rendere possibile un ultimo, immenso abbraccio collettivo. Un’esperienza che non si archivia. Resta. Dentro.

Lo ha scritto il prefetto Francesco Tagliente Presidente della Fondazione  OMRI sulla pagina della Fondazione.

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