AgenPress. Il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, si è recato oggi nel carcere di Bollate per fare visita a Mario Roggero, il gioielliere condannato per l’omicidio di due rapinatori e per il ferimento di un terzo dopo una rapina avvenuta nel suo negozio di Grinzane Cavour, nel Cuneese. Per Roggero si tratta della prima notte trascorsa in carcere dopo l’esecuzione della sentenza definitiva.
Ad accogliere Salvini all’esterno dell’istituto penitenziario era presente un presidio organizzato dai giovani della Lega, che hanno manifestato il proprio sostegno al gioielliere chiedendo un provvedimento di grazia. I manifestanti hanno esposto striscioni e ribadito la loro convinzione che Roggero abbia agito in un contesto di forte pressione emotiva dopo aver subito una rapina.
La vicenda continua a dividere l’opinione pubblica e il mondo politico. Da un lato, una parte del centrodestra considera il caso simbolico del dibattito sulla legittima difesa e sostiene la necessità di un intervento istituzionale. Dall’altro, viene ribadito il principio secondo cui le sentenze definitive devono essere rispettate.
Sul caso è intervenuto anche il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, che ha assunto una posizione equilibrata. “Il gioielliere non è un eroe, ma un uomo che ha sbagliato”, ha dichiarato, aggiungendo tuttavia che la sua vicenda merita una riflessione sul piano umano e istituzionale. Le parole di Cirio evidenziano la distinzione tra il riconoscimento dell’errore commesso e la comprensione delle circostanze eccezionali in cui maturò la tragedia.
La visita di Salvini riaccende così il confronto politico sul tema della legittima difesa, della certezza della pena e dell’eventuale concessione della grazia, una misura straordinaria che, secondo la Costituzione, può essere concessa esclusivamente dal Presidente della Repubblica. Il caso Roggero continua quindi a rappresentare uno dei più controversi esempi del delicato equilibrio tra il diritto alla difesa personale e il rispetto delle decisioni della magistratura.
