AgenPress – Siamo sicuri: Matteo Di Pietro e il suo amico Vito Loiacono sono fuori dall’Italia» dicono oggi persone informate sui fatti di Casal Palocco. Si è parlato della Spagna per Di Pietro e della Turchia per l’amico, anche lui a bordo della Lamborghini Urus che il 14 giugno scorso ha travolto la Smart sulla quale viaggiava il piccolo Manuel.
Subito affiorano gli interrogativi. Perché in questa vicenda finita sotto la lente degli investigatori della procura di Roma ci sono molti dettagli che non tornano tra cui l’arresto mancato nei confronti del guidatore (Di Pietro, assistito dallo zio, l’avvocato Francesco Consalvi). Di Pietro, figlio di un dipendente del Quirinale che amministra la tenuta di Castelporziano (assolto dall’accusa penale di concorso in peculato anni fa), è risultato “non negativo” alla cannabis e a suo dire avrebbe marciato sui 65 km orari in una strada il cui limite di velocità era 30. Malgrado ciò non sono scattate misure nei suoi confronti, come ad esempio il sequestro del passaporto.
