Dott. Domenico Scilipoti Isgrò: “Come la respirazione consapevole può regolare paura e aggressività”

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AgenPress. Dott. Scilipoti, partiamo da un tema di fondo. Oggi si parla tanto di medicina allopatica e medicina olistica.

D. Lei come le vede in relazione tra loro?

R. Vedo come due braccia dello stesso corpo. La medicina allopatica è fondamentale: interviene, cura, salva. È la medicina dell’urgenza, del farmaco, della diagnosi precisa. Senza di essa non avremmo fatto i progressi che abbiamo fatto. La medicina olistica invece si occupa del “prima” e del “dopo”. Si occupa dell’uomo prima che si ammali e dell’uomo quando deve imparare a non riammalarsi. Guarda la persona nella sua interezza: corpo, mente, emozioni, respiro. Il vero errore è metterle in contrapposizione. Il futuro è nell’integrazione. Il farmaco cura il sintomo, ma se non insegniamo alla persona a gestire lo stress, la paura, la rabbia, il sintomo ritorna. E qui entra in gioco il respiro. È il ponte più semplice e più potente tra corpo e mente. Proprio da qui nasce la sua riflessione: “la necessità di concentrarmi sulla mia interiorità per salvare la mia anima dal caos”.

D. Oggi perché sente così forte questo bisogno?

R. Guardi, viviamo in un tempo accelerato. Siamo bombardati da notizie, conflitti, paure. Io avverto sempre più la necessità di tornare dentro di me. Perché solo concentrandomi su me stesso posso evitare di essere trascinato dalla cattiveria che vedo fuori. Le persone “cattive” spesso non sono cattive per natura. Sono incattivite. Sono prigioniere. Prigioniere della paura e della rabbia. E nel nostro mondo oggi ce n’è davvero tanta di entrambe.

D. Lei dice una frase forte: “se paura e rabbia non sono respirate ci trascinano in un vortice di cattiveria”. Cosa intende?

Intendo che queste due emozioni, se non le riconosciamo e non le governiamo, ci governano loro. Diventano reattività, aggressività, chiusura. Il problema è che viviamo con il fiato corto. Quando abbiamo paura o rabbia il respiro si fa corto, alto, toracico. E quel respiro corto manda al cervello un unico messaggio: “siamo in pericolo”. A quel punto parte il sistema “lotta o fuga”: aumenta il battito, la pressione, il cortisolo, l’adrenalina. È un circolo vizioso. Più respiri corto, più il cervello pensa ci sia un nemico. E più diventa arrabbiato.

D. E quindi qual è la via d’uscita? Lei propone “un respiro lungo e profondo”. Funziona davvero?

R. Funziona, eccome. E non è misticismo. È fisiologia. Quando respiriamo in modo lungo e profondo, soprattutto allungando l’espirazione, stimoliamo il Sistema Nervoso Parasimpatico. È il nostro “freno”. È il nervo vago che si attiva e dice al corpo: “calma, siamo al sicuro”. Le neuroscienze oggi ce lo confermano. Studi pubblicati su Frontiers in Human Neuroscience e Frontiers in Psychology dimostrano che la respirazione diaframmatica a 5-6 respiri al minuto aumenta la Variabilità della Frequenza Cardiaca, l’HRV. Ovvero la nostra capacità di resistere allo stress. Una meta-analisi del 2022 su International Journal of Psychophysiology ha inoltre confermato che le tecniche di biofeedback respiratorio migliorano l’equilibrio del sistema nervoso autonomo e il benessere percepito. Altri lavori, come quelli del Dott. Brown e Gerbarg sullo yoga della respirazione, o quelli dell’HeartMath Institute, mostrano che 10 minuti di respirazione consapevole abbassano il cortisolo e riducono l’attività dell’amigdala. L’amigdala è il centro della paura e dell’aggressività nel cervello.
Ecco perché dico: la rabbia vive di respiri corti. Se le togliamo il respiro corto, le togliamo forza.

D. Quindi occuparsi della propria interiorità non è “fuga dal mondo”?

Assolutamente no. È l’esatto contrario. È un atto di responsabilità. Se io non imparo a gestire la mia paura e la mia rabbia, le riverso sugli altri. Le somatizzo: irritabilità, conflittualità, aggressività passiva.
Invece imparare a “respirare” l’emozione significa governarla prima che governi me. Non a caso oggi mindfulness e tecniche respiratorie sono usate in ambito clinico per ansia e rabbia.

D. Ci può dare 3 esercizi pratici che chiunque può fare a casa?

R. Volentieri. Sono semplici e servono nei momenti in cui senti che stai per esplodere.  Il Respiro 4-7-8.
Inspira dal naso contando fino a 4. Trattieni per 7. Espira dalla bocca contando fino a 8. Ripeti 4 volte. È un sedativo naturale.

La Respirazione Diaframmatica. Metti una mano sul petto e una sulla pancia. Inspira 5 secondi gonfiando la pancia, non il petto. Espira 5 secondi svuotando. Fai così per 5 minuti. Ricollega mente e corpo.

La Pausa dei 3 Respiri. La regola d’oro. Quando senti salire la rabbia in una discussione, fermati. Non rispondere subito. Fai 3 respiri profondi. In quei 20 secondi riprenditi la possibilità di scegliere come rispondere.

D. In conclusione, Dottore, qual è il messaggio che vuole lasciare?

R. Il messaggio è questo: prima di cambiare il mondo, iniziamo dal nostro respiro. Occuparsi della propria interiorità non è egoismo. È l’unico modo per non farsi trascinare dal vortice. Imparare a respirare è il primo passo per restituire al corpo e alla mente la libertà di scegliere. Tra reagire con rabbia, o rispondere con lucidità.

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