Concorso notai. Codacons: per Ministero giustizia commenti su candidati erano “informali”

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ECCO L’INCREDIBILE DIFESA DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA NEL RICORSO AL TAR


AgenPress. Per il Ministero della Giustizia non esiste alcuna violazione né irregolarità nella pubblicazione del file excel che lo scorso febbraio ha gettato nel caos il concorso per notai, in quanto i soprannomi usati per classificare alcuni candidati erano del tutto “informali”.

Lo afferma il Codacons, che rende nota l’incredibile memoria difensiva depositata dall’Avvocatura dello Stato al Tar del Lazio dove è stato promosso il ricorso per chiedere l’annullamento delle prove.

Come si ricorderà poche settimane fa è comparso sul web un documento dove i candidati alla prova scritta del concorso notarile 2024 venivano classificati con soprannomi o nomi di santi gettando ombre inquietanti sulla regolarità del concorso. Di qui un ricorso al Tar del Lazio con l’intervento del Codacons finalizzato ad ottenere la sospensione dei risultati delle prove scritte e l’annullamento della successiva prova orale.

Il Ministero della Giustizia, tuttavia, nella sua difesa rigetta qualsiasi accusa e ribadisce la regolarità dell’intera procedura. Si legge all’interno della memoria difensiva depositata al Tar del Lazio:

Il file Excel non fonda, non può fondare, l’interesse a ricorrere. Il ricorrente costruisce le fondamenta dell’intero ricorso su un file Excel: i) del quale, tuttavia, non prova la natura di atto ufficiale; ii) del quale, inoltre, non dimostra la riferibilità alla fase di correzione e la riconducibilità alla Commissione; iii) che riguarda solo i candidati idonei; iv) che è stato pubblicato da un soggetto diverso dalla Commissione; v) che contiene annotazioni prive di valore provvedimentale […]

non risultando in alcun modo dimostrato come la pubblicazione della tabella Excel, recante i nominativi dei candidati, avrebbe comportato una violazione del principio dell’anonimato, imparzialità e trasparenza nel corso della procedura concorsuale […]

Il file Excel è, in ogni caso, un documento successivo alla correzione degli elaborati e contiene elementi informali che non incidono sull’anonimato: commenti informali, non verbalizzati, non sono idonei a dimostrare una violazione dell’anonimato, occorrendo provare, ma a tale onere il ricorrente si è sottratto, che tali annotazioni abbiano inciso sulla valutazione. Nel caso di specie: i) le espressioni “atto nullo”, “graziato”, “salvato”, “garibaldino”, “carina” sono commenti informali; ii) non sono giudizi ufficiali; iii) non sono riconducibili alla Commissione e non dimostrano, in ogni caso, che la Commissione conoscesse l’identità dei candidati in fase di correzione; iv) sono dunque irrilevanti. Nel caso di specie, piuttosto, il sistema delle buste è stato rispettato; il file Excel è successivo alla correzione; non è provato alcun collegamento tra il file e la fase anonima”.

Si tratta di una tesi assurda che di fatto conferma quanto sostenuto dal Codacons. Aderire a quanto scritto dall’Avvocatura dello Stato in buona sostanza equivale a sostenere che, per esempio, un usciere o un funzionario qualunque del Ministero, in una giornata di poco lavoro, si sia trovato davanti il file contenente i risultati delle prove, e vi abbia apposto i commenti “nullo”, “salvato”, “graziato”, perché magari si stava annoiando – commenta l’associazione – Attendiamo ora la decisione del Tar che si pronuncerà sul ricorso mercoledì 15 aprile.

 

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