Nigeria: esperti Onu allarmati per la violenza contro donne e ragazze cristiane

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Gli esperti delle Nazioni Unite hanno scritto al governo nigeriano esprimendo serie preoccupazioni riguardo alla violenza contro donne e ragazze cristiane, citando espressamente rapimenti, matrimoni forzati e uccisioni


AgenPress. La lettera, firmata dai Relatori Speciali sulla violenza contro donne e ragazze, sulle esecuzioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie, sulle questioni delle minoranze e sulla tortura, nonché dal Gruppo di lavoro sulle sparizioni forzate o involontarie, evidenzia come “profondamente preoccupanti” le violazioni contro donne e ragazze cristiane in Nigeria.

La Fondazione Porte Aperte denuncia da anni la grave situazione dei cristiani in Nigeria ed accoglie con grande soddisfazione la posizione espressa dagli esperti ONU.

Sebbene il testo della lettera sarà reso pubblico dopo 60 giorni, periodo durante il quale il governo nigeriano potrà rispondere, il comunicato stampa recita: “Siamo particolarmente allarmati dai rischi molto specifici e aggravati di discriminazione, violenza e sfruttamento a cui sono esposte donne e ragazze cristiane; difatti continuiamo a documentare gravi casi di violenza sessuale, rapimenti, atti assimilabili a sparizioni forzate, conversioni forzate e matrimoni infantili”.

Il comunicato prosegue: “Questi crimini si inseriscono in un quadro più ampio di violenza e persecuzione che colpisce in modo sproporzionato le comunità cristiane in alcuni stati settentrionali, tra cui uccisioni, attacchi contro chiese e villaggi, sfollamenti di massa, violenze collettive legate ad accuse di blasfemia e una grave insicurezza che colpisce donne e bambini nei campi per sfollati interni”.

Gli esperti concludono: “Le vittime e i superstiti non devono essere lasciati senza protezione, giustizia e risarcimenti, inclusa la riabilitazione e un sostegno significativo”.

Cristian Nani, direttore di Porte Aperte/Open Doors, afferma: “È un giorno importante per la causa dei cristiani in Nigeria: le Nazioni Unite chiedono conto dei massacri in atto, suggellando le nostre ricerche sul campo e i nostri report presentati negli anni presso istituzioni e media. Allargate il grandangolo, la Nigeria è l’epicentro della violenza, ma la magnitudo del fenomeno è così elevata da propagarsi in diversi paesi dell’Africa subsahariana, come denunciamo attraverso la nostra campagna internazionale Arise Africa”.

Tra le raccomandazioni possibili, il direttore aggiunge: “Chiediamo all’ONU, al governo nigeriano e alle ONG operanti nell’area di coinvolgere gli attori religiosi locali, poiché spesso dispongono di vaste reti di volontari, hanno accesso a luoghi che gli operatori umanitari esterni non riescono a raggiungere e sono in grado di intervenire per primi in caso di crisi emergenti”.

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