AgenPress. “Il decreto è assolutamente costituzionale. L’unico punto che è stato sollevato da parte della Presidenza della Repubblica è sull’emendamento relativo al riconoscimento dei 615 euro per gli avvocati nel caso in cui avessero come assistito un immigrante che richiede volontariamente, autodeterminandosi, di lasciare il territorio nazionale”.
Così il senatore Salvo Sallemi, vicepresidente al Senato di Fratelli d’Italia, intervenuto a Dissocial, in onda su Radio Cusano, commentando le polemiche delle opposizioni sul decreto Sicurezza.
“Su questo tema non è stato sollevato un profilo tecnicamente proprio di incostituzionalità, ma un profilo strettamente tecnico che potrebbe avere, se non corretto, qualche risvolto di incostituzionalità. E su questo il Governo interverrà subito dopo il voto di fiducia che è previsto per domani e andrà a correggere questo emendamento”.
“Questo emendamento è contenuto in quel decreto e giaceva lì dal 16 marzo. Solamente nella fase finale della sua presentazione è stato sollevato questo dubbio. Nel momento in cui dobbiamo convertire necessariamente questo decreto entro il 25 aprile, si è preferito avere un’interlocuzione con il Presidente della Repubblica e con i suoi uffici tecnici, per trovare la soluzione che riguarda esclusivamente quell’emendamento. A mio avviso sarebbe stato opportuno fare un passaggio con il Consiglio nazionale forense, per trovare la chiave di lettura per il rapporto che l’avvocato ha con il suo assistito. Poteva essere fatto, non è stato fatto, adesso lo correggeremo con il decreto”.
Sull’economia, il deficit ancora sopra il 3% e le parole del ministro Giorgetti: “Abbiamo sempre sostenuto che le norme di carattere europeo spesso possono imbrigliare gli Stati, non consentendo un’autodeterminazione, soprattutto a livello economico. È chiaro che non ci siamo mai tirati fuori da quello che è il quadro e la cornice europea. L’Italia è un fondatore dell’UE e quindi non poteva ragionare in questi termini. Abbiamo sempre criticato alcune norme di carattere europeo troppo stringenti”.
“Abbiamo 240 miliardi di debito sulle spalle derivanti dal Superbonus 110. Se non ci fosse stato questo elemento, magari saremmo fuori dalla procedura di infrazione già quest’anno. Quando abbiamo sottratto il reddito di cittadinanza, il numero degli occupati è aumentato ai massimi storici e la disoccupazione è ai minimi storici, e questo lo dice l’Istat. Noi l’autocritica l’abbiamo fatta: per esempio sul pacchetto sicurezza lo stesso Presidente del Consiglio ha detto che occorre fare di più. Però, se non ci fossero stati Superbonus e reddito di cittadinanza, probabilmente, noi oggi saremmo fuori dalla procedura di infrazione, perché è un debito che ricade sulle spalle degli italiani”.
